La Nuova Sardegna

Nuoro

Dietro front dell’azienda sulla discarica industriale

di Giulia Serra
Dietro front dell’azienda sulla discarica industriale

La Barbagia ambiente rinuncia all’ampliamento di Coronas bentosas Nulla di fatto dopo anni e anni di polemiche sul progetto tra Bolotana e Ottana

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BOLOTANA. Il progetto per l’ampliamento della discarica bolotanese in località Coronas bentosas è stato ritirato. La società Barbagia ambiente, proprietaria del sito nel quale si smaltiscono rifiuti speciali non pericolosi e quelli contenenti amianto, ha deciso di fare un passo indietro, chiedendo al servizio regionale competente in materia di provvedere all’archiviazione della procedura autorizzativa in corso da oltre un anno e mezzo per il raddoppio delle volumetrie della discarica.

L’inaspettata retromarcia è stata ufficializzata all’assessorato regionale alla difesa dell’ambiente lo scorso 12 luglio: «in considerazione delle osservazioni pervenute, delle nuove esigenze gestionali e dell’attivazione del procedimento di Paur (provvedimento autorizzativo unico regionale, ndc) da parte della Ras, la società porge istanza di ritiro del progetto e della procedura di Via in corso, nelle more di una prossima ripresentazione del progetto ottimizzato in funzione di quanto sopra» si legge nella stringata nota di riscontro alle sollecitazioni del Servizio ambientale regionale firmata dall’amministratore della Barbagia ambiente Umberto Cancellu.

Si chiude con un nulla di fatto dunque, almeno per ora, l’ennesimo inquieto capitolo della discarica di rifiuti di Coronas bentosas, aperta tra non poche polemiche 18 anni fa nel territorio di Bolotana a supporto di un’area industriale, quella di Ottana, già desertificata, e giunta fino ai giorni nostri grazie anche all’ampliamento del bacino di conferimento della materia prima, passato da locale a regionale.

La posta in gioco questa volta era impegnativa. Il nuovo piano proposto dalla Barbagia ambiente prevedeva infatti non solo il raddoppio delle volumetrie e l’ampliamento della tipologia dei rifiuti da smaltire, ma anche la possibilità di accogliere rifiuti di provenienza extra-regionale.

Un progetto articolato, con al centro il prolungamento della vita della discarica stessa, giunta a ridosso dell’esaurimento dopo quasi un ventennio di attività.

Rimasto sconosciuto ai cittadini del territorio di riferimento per otto lunghi mesi, il piano era emerso quasi casualmente alla conoscenza pubblica a termini di consultazione già scaduti, facendo scoppiare un vero e proprio vespaio a Bolotana, comune competente per territorio.

Le proteste dei cittadini e della minoranza portarono alla riapertura dei termini per le consultazioni, consentendo allo stesso ente comunale – affiancato da Isde Medici per l’ambiente e da esperti in diritto ambientale – e ai privati di depositare le proprie osservazioni e di esprimere la contrarietà all’ampliamento della discarica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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