I “custodi” della chiesa del Monte
di Francesco Pirisi
Da diversi anni è la famiglia Belloi che si prende cura dell’edificio che fu tanto caro a Grazia Deledda
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NUORO. I Pirella costruirono il tempio, nel ‘600, i Belloi oggi lo custodiscono. Cosicché sull’Ortobene la Madonna del Monte non manca di cure e attenzioni. A maggior ragione in questo periodo. Domenica scorsa è stata celebrata la ricorrenza della Vergine, regina della chiesetta, nel limite occidentale del parco. Tra due giorni cade la ricorrenza del Redentore, che porterà sull’Ortobene centinaia di pellegrini. «Non sarà ancora la festa che abbiamo sempre conosciuto, per via delle restrizioni legate al Covid», spiega Loredana Belloi, titolare del chiosco in cima alla montagna, e ancor prima figlia di Graziano e Antonella Cocco, che da un paio di lustri hanno l’incarico della custodia dell’edificio. «Quest’anno infatti – aggiunge – non è prevista la processione nell’anello, che era uno tra i momenti più attesi della festa. Speriamo si ritorni alla normalità nella prossima edizione». Una porzione della vecchia ricorrenza si è comunque recuperata già in questo agosto, tiene a precisare Loredana, che sull’Ortobene ha messo su famiglia, dopo essersi trasferita 33 anni fa con padre, madre e fratelli.
«Nella giornata del 19 – ricorda – abbiamo iniziato il triduo in preparazione della festa della Madonna e il giorno successivo si è aggiunto l’avvio della novena per il Redentore. Si tratta di momenti particolarmente sentiti che i nuoresi vivono e praticano con fede profonda». La famiglia che cura la chiesa per la festa della Madonna ha regalato il pane benedetto. La salute malferma, che la costringe da qualche anno su una carrozzina, non ha impedito a essere presente neppure alla signora Antonella. Ha fatto gli onori di casa, all’interno della chiesetta, che le cronache raccontano essere stata cara a Grazia Deledda.
«Per i miei genitori – confida Loredana – è come la loro casa, che curano con le stesse attenzioni». Loredana non vive l’“ufficio” in modo diverso dai titolari, che hanno ricevuto il mandato dalla chiesa cattedrale. Ci sono ricorrenze vicine e lontane che hanno costruito il suo legame con il monte e le sue figure sacre. Tanto più che vi si sono sempre uniti, in modo armonico, la parentesi musicale e l’intrattenimento mondano. «Per anni durante il triduo e la novena – rammenta – ho cantato i “gosos”, insieme ad Antonello Mura, una voce da tenore, anch’egli nuorese, accompagnati alla chitarra da mio marito, Daniele Secci».
L’agosto sul monte nei ricordi di Loredana sono anche tanti momenti conviviali, di spuntini e spettacoli, anch’essi motivo per far decidere di mettere la località sopra Nuoro in testa a ogni altra soluzione residenziale per la famiglia. «Il monte è bellissimo, d’estate e anche d’inverno». Tanto più che si vive sempre meno da soli, rimarca la signora Belloi: «Siamo un centinaio di residenti e tanti mi chiedono informazioni su case da affittare o in vendita». Ma non è tutto: «I nuoresi – spiega ancora – hanno riscoperto l’Ortobene. Sarà anche la voglia di evadere, dopo il Covid – pensa Belloi – certo è che la sera ci sono state presenze e numeri ormai dimenticati». La località ne ha guadagnato in visibilità. Le poche attività ricettive, pure. Loredana conferma, ma ritorna sul fattore religioso: «Per me quest’ultimo è fondamentale, convinta che anche dal Covid ci può salvare solo Dio».
«Nella giornata del 19 – ricorda – abbiamo iniziato il triduo in preparazione della festa della Madonna e il giorno successivo si è aggiunto l’avvio della novena per il Redentore. Si tratta di momenti particolarmente sentiti che i nuoresi vivono e praticano con fede profonda». La famiglia che cura la chiesa per la festa della Madonna ha regalato il pane benedetto. La salute malferma, che la costringe da qualche anno su una carrozzina, non ha impedito a essere presente neppure alla signora Antonella. Ha fatto gli onori di casa, all’interno della chiesetta, che le cronache raccontano essere stata cara a Grazia Deledda.
«Per i miei genitori – confida Loredana – è come la loro casa, che curano con le stesse attenzioni». Loredana non vive l’“ufficio” in modo diverso dai titolari, che hanno ricevuto il mandato dalla chiesa cattedrale. Ci sono ricorrenze vicine e lontane che hanno costruito il suo legame con il monte e le sue figure sacre. Tanto più che vi si sono sempre uniti, in modo armonico, la parentesi musicale e l’intrattenimento mondano. «Per anni durante il triduo e la novena – rammenta – ho cantato i “gosos”, insieme ad Antonello Mura, una voce da tenore, anch’egli nuorese, accompagnati alla chitarra da mio marito, Daniele Secci».
L’agosto sul monte nei ricordi di Loredana sono anche tanti momenti conviviali, di spuntini e spettacoli, anch’essi motivo per far decidere di mettere la località sopra Nuoro in testa a ogni altra soluzione residenziale per la famiglia. «Il monte è bellissimo, d’estate e anche d’inverno». Tanto più che si vive sempre meno da soli, rimarca la signora Belloi: «Siamo un centinaio di residenti e tanti mi chiedono informazioni su case da affittare o in vendita». Ma non è tutto: «I nuoresi – spiega ancora – hanno riscoperto l’Ortobene. Sarà anche la voglia di evadere, dopo il Covid – pensa Belloi – certo è che la sera ci sono state presenze e numeri ormai dimenticati». La località ne ha guadagnato in visibilità. Le poche attività ricettive, pure. Loredana conferma, ma ritorna sul fattore religioso: «Per me quest’ultimo è fondamentale, convinta che anche dal Covid ci può salvare solo Dio».
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