Una festa di speranza e rinascita
Un’occasione per fermarsi e ripartire dopo il Covid
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segue dalla pagina 25
È questo il vero Redentore che trionfa dalla cima dell’Ortobene. Quello intimo, della fede, della comunità che si ritrova unita attorno al Cristo risorto per superare tutte le difficoltà e le intemperie. Per pregare e chiedere al Cielo immenso la grazia del lavoro per chi lavoro non ha, la grazia della salute per chi salute non ha, la grazia della Pace per chi la pace l’ha persa. Per tutto il resto c’è e ci sarà tempo. Tornerà il Redentore di una volta, certo che tornerà, anche se nulla sarà mai più come prima. Torneranno i mille colori e i suoni di un’intera isola che sfilava orgogliosa nelle vie del centro di Nuoro. La sagra, certo, tornerà anche la sagra. Torneranno pure i cavalli, le amazzoni e i cavalieri. Gli oltre tremila figuranti che ogni anno, nel pieno dell’estate, rendevano omaggio al Cristo trionfante in una festa di folclore e tradizioni che ha sempre richiamato folle di turisti, pronti persino a lasciare le spiagge per un giorno pur di prendere parte alla festa del Redentore di Nuoro.
Eppure il Redentore, quello vero, non è un appuntamento per fare baldoria, né spettacolo, né carosello. È stato anche questo, sì è vero, e lo sarà ancora in futuro. Ma è stato ed è sempre rimasto soprattutto un voto di fede, un momento di riflessione e preghiera, di riconciliazione e penitenza sacramentale. Per chi ha il dono della fede, il Redentore è gioia interiore, misura, rigore, sobrietà. Ecco perché questo Redentore edizione 2021 è il vero Redentore. Oggi i pellegrini che salgono al Monte porteranno con loro tutto il carico della festa vera, segreta e profonda. La festa della rinascita, la festa della speranza. Annullati tutti i grandi eventi che rischiavano di trasformarsi in pericolosi assembramenti, il Covid è diventato paradossalmente un’occasione. Un’occasione per fermarsi, per fermare la corsa frenetica, azzerare tutto e ripartire.
Così, gli appuntamenti civili che per una settimana intera hanno animato Nuoro, hanno riportato il Redentore nell’alveo de su bichinau, del vicinato, di quel piccolo grande cosmo che ruota attorno alle case e alle famiglie dei nuoresi. E tanti, tanti turisti hanno apprezzato ancora di più questa Nugoro verace, questa Nugoro bertera. Concerti, reading, musica, arte, teatro, folclore sono stati spalmati in dosi minime nell’arco di sette giorni, spesso con sovrapposizioni degne delle grandi capitali europee ma inevitabili vista la mole di un anno davvero carico di significati, questo 2021. È il secondo anno del Redentore ai tempi del Covid, speriamo sia anche l’anno che chiude la tormenta sollevata dalla pandemia. Ma è anche l’anno di Grazia, questo 2021. L’anno di Grazia Deledda, al suo 150° compleanno: un’occasione storica anche questa. Un’occasione per celebrare il Premio Nobel per la Letteratura, una grande donna che ha fatto la Storia d’Italia portando Nuoro nel Mondo; un’occasione, anche, e forse soprattutto, per riprendere in mano i suoi libri, sempre così attuali e universali, e riscoprire e rivalutare il suo esempio, così coraggioso e così avanti nel tempo. Fuori da tutti gli schemi. Un esempio di lotta a muso duro pur di conquistare e mantenere la propria libertà. La stessa libertà necessaria oggi più che mai.
È questo il vero Redentore che trionfa dalla cima dell’Ortobene. Quello intimo, della fede, della comunità che si ritrova unita attorno al Cristo risorto per superare tutte le difficoltà e le intemperie. Per pregare e chiedere al Cielo immenso la grazia del lavoro per chi lavoro non ha, la grazia della salute per chi salute non ha, la grazia della Pace per chi la pace l’ha persa. Per tutto il resto c’è e ci sarà tempo. Tornerà il Redentore di una volta, certo che tornerà, anche se nulla sarà mai più come prima. Torneranno i mille colori e i suoni di un’intera isola che sfilava orgogliosa nelle vie del centro di Nuoro. La sagra, certo, tornerà anche la sagra. Torneranno pure i cavalli, le amazzoni e i cavalieri. Gli oltre tremila figuranti che ogni anno, nel pieno dell’estate, rendevano omaggio al Cristo trionfante in una festa di folclore e tradizioni che ha sempre richiamato folle di turisti, pronti persino a lasciare le spiagge per un giorno pur di prendere parte alla festa del Redentore di Nuoro.
Eppure il Redentore, quello vero, non è un appuntamento per fare baldoria, né spettacolo, né carosello. È stato anche questo, sì è vero, e lo sarà ancora in futuro. Ma è stato ed è sempre rimasto soprattutto un voto di fede, un momento di riflessione e preghiera, di riconciliazione e penitenza sacramentale. Per chi ha il dono della fede, il Redentore è gioia interiore, misura, rigore, sobrietà. Ecco perché questo Redentore edizione 2021 è il vero Redentore. Oggi i pellegrini che salgono al Monte porteranno con loro tutto il carico della festa vera, segreta e profonda. La festa della rinascita, la festa della speranza. Annullati tutti i grandi eventi che rischiavano di trasformarsi in pericolosi assembramenti, il Covid è diventato paradossalmente un’occasione. Un’occasione per fermarsi, per fermare la corsa frenetica, azzerare tutto e ripartire.
Così, gli appuntamenti civili che per una settimana intera hanno animato Nuoro, hanno riportato il Redentore nell’alveo de su bichinau, del vicinato, di quel piccolo grande cosmo che ruota attorno alle case e alle famiglie dei nuoresi. E tanti, tanti turisti hanno apprezzato ancora di più questa Nugoro verace, questa Nugoro bertera. Concerti, reading, musica, arte, teatro, folclore sono stati spalmati in dosi minime nell’arco di sette giorni, spesso con sovrapposizioni degne delle grandi capitali europee ma inevitabili vista la mole di un anno davvero carico di significati, questo 2021. È il secondo anno del Redentore ai tempi del Covid, speriamo sia anche l’anno che chiude la tormenta sollevata dalla pandemia. Ma è anche l’anno di Grazia, questo 2021. L’anno di Grazia Deledda, al suo 150° compleanno: un’occasione storica anche questa. Un’occasione per celebrare il Premio Nobel per la Letteratura, una grande donna che ha fatto la Storia d’Italia portando Nuoro nel Mondo; un’occasione, anche, e forse soprattutto, per riprendere in mano i suoi libri, sempre così attuali e universali, e riscoprire e rivalutare il suo esempio, così coraggioso e così avanti nel tempo. Fuori da tutti gli schemi. Un esempio di lotta a muso duro pur di conquistare e mantenere la propria libertà. La stessa libertà necessaria oggi più che mai.
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