«Pochi vaccinati: serve più impegno»
di Alessandra Porcu
Macomer. La presidente della conferenza socio-sanitaria lancia un appello
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MACOMER. «La percentuale dei vaccinati nel Marghine è ancora troppo bassa. Al momento siamo ben al di sotto della soglia auspicata per il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge, fissata all’80 per cento. Non abbiamo raggiunto neppure il 60 per cento e questo significa che bisogna impegnarsi molto di più nella battaglia al Covid» afferma Silvia Cadeddu, presidente della Conferenza socio-sanitaria territoriale della Assl di Nuoro. «Credo che le ragioni riguardo a questi dati – sottolinea – siano da imputare in larga misura alla quantità delle scorte di siero destinate al nostro territorio nelle settimane e nei mesi passati. Più volte ho denunciato, insieme al presidente del Comitato socio-sanitario del Distretto di Macomer, Ignazio Piras, e ai sindaci dell’Unione dei Comuni, la disparità di trattamento riservata al nostro hub, ai nostri paesi e alle nostre comunità. Abbiamo ricevuto troppe poche fiale. Ci è parso che non sempre sia stato rispettato il criterio di proporzionalità fra il numero delle dosi assegnate e la popolazione residente. È anche vero che proprio in questi giorni l’Ats ha comunicato la disponibilità di diverse migliaia di vaccini suddivise per fasce d’età. Sono 6446 per la precisione: 1551 per coloro che hanno tra i 12 e i 18 anni e 4895 per gli over 18, destinate ai Distretti sanitari della provincia di Nuoro e quindi anche al nostro punto di immunizzazione. Gli amministratori locali del Marghine saranno ben lieti di accogliere l’invito di Antonello Podda, referente organizzativo della campagna vaccinale per la Assl nuorese, a esaminare la situazione del proprio Comune e a impegnarsi per mettere in campo misure atte a incentivare la somministrazione dei sieri. Vorrei, però, spezzare una lancia a favore di tutti i cittadini che, con profondo senso civico e sacrificio, hanno scelto di farsi inoculare l’antidoto anti coronavirus».
«A loro – rimarca Silvia Cadeddu – va il mio ringraziamento. A chi ancora non ha fatto lo stesso, dico che questa è l’unica arma in nostro possesso per riuscire a salvaguardare la nostra salute e, soprattutto, quella delle persone più fragili». Un appello in tal senso arriva anche dal sindaco di Macomer. «Le persone immunizzate nel Marghine sono ancora poche. Il 60 per cento è una cifra troppo bassa per poter stare tranquilli. Non vaccinarsi significa correre il rischio di ammalarsi o far ammalare gli altri, e vuol dire pure occupare posti letto negli ospedali, sottraendo cure necessarie a pazienti che soffrono di patologie diverse dal Covid».
«A loro – rimarca Silvia Cadeddu – va il mio ringraziamento. A chi ancora non ha fatto lo stesso, dico che questa è l’unica arma in nostro possesso per riuscire a salvaguardare la nostra salute e, soprattutto, quella delle persone più fragili». Un appello in tal senso arriva anche dal sindaco di Macomer. «Le persone immunizzate nel Marghine sono ancora poche. Il 60 per cento è una cifra troppo bassa per poter stare tranquilli. Non vaccinarsi significa correre il rischio di ammalarsi o far ammalare gli altri, e vuol dire pure occupare posti letto negli ospedali, sottraendo cure necessarie a pazienti che soffrono di patologie diverse dal Covid».
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