Bitti, via a due progetti post alluvione

La giunta approva la sistemazione di via Cavallotti e della copertura del canale 

BITTI. Sono stati approvati due progetti definitivo-esecutivi che riguardano due interventi di manutenzione conseguenti al terribile alluvione del 28 novembre che aveva causato tre vittime e danni incalcolabili nelle campagne e nel centro abitato. Molto si è fatto e molto resta da fare, e la guardia resta alta. Ed ecco, dunque, i due progetti: uno è la sistemazione della via Cavallotti, nel tratto compreso tra piazza Cantaru e piazza Asproni, l’altro è la manutenzione della copertura del canale di Rio Cuccureddu nella parte finale di via Brigata Sassari. I due interveni, predisposti dal servizio tecnico comunale contemplano, rispettivamente, compresi oneri e spese varie, 210mila euro e 200mila euro. Sono finanziamenti da imputare sui fondi dell'apposito capitolo, già istituito con fondi della Protezione Civile, nel bilancio economico-finanziario del Comune. Nel corso della discussione, in giunta, si è parlato di quel triste evento, causato dalle abbondanti piogge: autentici rovesci di acqua che hanno provocato allagamenti di edifici e fenomeni franosi.Il centro urbano era stato investito con ingenti quantitativi di materiale inerte proveniente dai compluvi e dalla diffusione delle erosioni spondali. Materiale che, attualmente, si trova lungo le vie, le piazze e nelle abitazioni. Eppure è stato compiuto molto lavoro di pulizia e risanamento. Il comune di Bitti aveva prontamente attivato il Centro operativo comunale per la gestione dell'emergenza e, con delibera di giunta, aveva dichiarato lo stato di calamità naturale. A cui ha fatto seguito l’ordinanza del capo della Protezione Civile. La politica, ai diversi livelli, si è attivata e il volontariato è attivato, con il richiamo “Tutti per Bitti”, con l'aiuto manuale e materiale. Aiuti pervenuti da ogni dove. Un soccorso senza precedenti, dunque, come del resto senza precedenti sono stati i danni. In tutti è sorta spontanea la generosità della gente e la volontà del mondo politico di rimettere in moto questo laborioso centro dell’Alto Nuorese.

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