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Nuoro

Corsa contro il tempo per arginare i danni causati dalla lingua blu

di Giusy Ferreli
Corsa contro il tempo per arginare i danni causati dalla lingua blu

Lanusei. La Regione cerca di creare un cordone sanitario Priorità alla vaccinazione in 425 allevamenti ancora indenni

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LANUSEI. Nell’Ogliastra colpita pesantemente dalla Blue tongue le vaccinazioni negli allevamenti proseguono, seppure tra qualche difficoltà legata alla carenza di veterinari impiegati nella profilassi. Nell’epicentro della malattia sono arrivati appena in due, l’ultimo lo scorso lunedì, a rafforzare gli esigui ranghi dei servizi veterinari della Assl di Lanusei quando ormai l’emergenza sanitaria era già scoppiata, investendo quasi tutte le aziende zootecniche che si trovano nella fascia costiera del territorio. Non resta dunque che tentare di arginare il fronte dell’epidemia che, in Ogliastra, non si è riusciti a prevenire come sarebbe stato necessario perché, nonostante la zona fosse stata indicata come zona a rischio per l’esordio di nuovi focolai della febbre catarrale degli ovini, a fronte dei 14 veterinari previsti dalla pianta organica in servizio ce n’erano appena 8: 3 a tempo indeterminato più 5 a tempo determinato. Tutti chiamati indistintamente a fronteggiare non solo la Lingua blu ma tutta la lunga serie delle problematiche della sanità animale: dalla lotta alla tubercolosi al contrasto alla brucellosi passando, ovviamente per i tentativi di eradicazione della peste suina africana. Per risolvere il problema dell’organico, difficilmente si potrà seguire la strada, indicata dalle interrogazioni presentate in consiglio regionale dall’opposizione sull’aumento delle ore della specialistica ambulatoriale per i veterinari sino ad arrivare a 30 ore settimanali, perché questo non è consentito dalle norme. L’accordo, siglato nel bel mezzo della prima emergenza Blue tongue tra l’allora assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, e le sigle sindacali, prevedeva infatti che il massimo del monte ore si fermi a 18. Ora che il morbo è dilagato, nelle zone già colpite si cerca di minimizzare il danno mentre è corsa contro il tempo per creare il famoso cordone sanitario destinato a preservare le zone ancora indenni dall’infezione. Da Cagliari, dagli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità, è partito l’ordine ai servizi veterinari delle Assl di Sassari, Olbia, Cagliari e Carbonia di procedere senza ulteriori indugi alla vaccinazione del bestiame presente in 425 allevamenti. Tra queste aziende che hanno la priorità, ci sono realtà imprenditoriale che superano il migliaio di capi ovini e altre che ne contano appena una decina. Poco importa l’entità delle greggi: la parola d’ordine è fermare l’avanzata del morbo provvedendo a vaccinare nel più breve tempo possibile tutte le aziende, che in base ai dati del sistema regionale risultano non ancora sottoposte alla profilassi, indicate nell’elenco predisposto dall’Oevr (osservatorio epidemiologico veterinario regionale) nel quale sono riportati i rispettivi ambiti territoriali. Con l’indicazione di utilizzare le scorte del preparato anti virus, il Btvpur AISap prodotto dall'azienda francese Merial e in grado di fornire copertura immunitaria per 12 mesi, disponibili all’Istituto zoo profilattico della Sardegna. Secondo le linee d’azione, stabilite nel corso dell’incontro del 2 settembre tra il Servizio di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, il Ministero della Salute e il Cento di Teramo, si sta andando avanti con le forniture di Butox, antirepellente efficace per un mese da usarsi in tutte le aziende zootecniche sarde in attesa delle altre 600mila dosi di vaccino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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