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Sanità nel caos: sindaci in rivolta «Abbiamo toccato il fondo»

di Giusy Ferreli
Sanità nel caos: sindaci in rivolta «Abbiamo toccato il fondo»

LANUSEI. Un mese fa fu tra i primi a lanciare l’allarme. Inascoltato. Ora che il peggio è arrivato, con la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Lanusei e la partorienti costrette, nel migliore...

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LANUSEI. Un mese fa fu tra i primi a lanciare l’allarme. Inascoltato. Ora che il peggio è arrivato, con la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Lanusei e la partorienti costrette, nel migliore dei casi ad andare a Nuoro, rilancia la protesta. «Abbiamo toccato il fondo. Propongo una protesta unitaria – tuona il sindaco di Bari Sardo, Ivan Mameli – che coinvolga istituzioni e popolazione. Tutti insieme per rivendicare il nostro sacrosanto diritto alla salute».

A qualcosa di simile ha già pensato il suo collega di Lanusei, Davide Burchi, che, a capo della conferenza sociosanitaria territoriale, sta organizzando in fretta e furia un’assemblea di amministratori da tenersi, simbolicamente al Nostra signora della Mercede.

«Già domani – dice il sindaco Burchi – potremmo concordare con gli altri sindaci le modalità della mobilitazione contro il depotenziamento del Nostra signora della Mercede».

L’Ogliastra dunque serra i ranghi e si prepara, in prima battuta alla manifestazione, in difesa della sanità pubblica prevista per venerdì a Cagliari per poi proseguire con una strategia che verrà elaborata dai sindaci. «La doverosa partecipazione all’iniziativa ora diventa indispensabile» sottolinea il primo cittadino Burchi che, in fascia tricolore, sfilerà con i tanti amministratori provenienti dalle zone più penalizzate in termini di servizi sanitari.

Ci saranno anche i rappresentanti dei comitati ogliastrini, a partire da “Giù le mani dall’Ogliastra” che dichiara guerra ai vertici regionali della sanità. «Di chiusure temporanee che poi diventano definitive ne abbiamo viste altre – denuncia il portavoce del sodalizio, Adriano Micheli –. Chi lo spiega alle neo mamme – attacca Micheli – che per partorire ci sarà a disposizione, Nuoro se non Cagliari o addirittura Olbia o Sassari?».

Il rappresentante del comitato, che già in passato ha promosso la mobilitazione del territorio contro la riorganizzazione della rete ospedaliera voluta dalla giunta Pigliaru, è durissimo anche contro gli attuali vertici.

«Il comportamento della Assl e dell’ Ats – dice a riguardo il portavoce del comitato – è vergognoso. Nessun straccio di programmazione, più semplice liquidare il problema con la chiusura. Giù le mani dall’Ogliastra – conclude Adriano Micheli – condanna fermamente questa astrusa decisione che si somma al resto e che sta portando ad un chiaro depotenziamento dell’ospedale Nostra Signora della Mercede».

Il disastro sanitario che sta riguardando i servizi ospedalieri è sotto gli occhi di tutti: la chiusura temporanea del reparto di pediatria e di conseguenza del punto nascita si aggiunge all’attività a singhiozzo di ortopedia, alla sospensione delle terapia in oncologia e all’emodinamica che continua a rimanere un miraggio.

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