Torre di Santa Lucia, tempi lunghi per i lavori
di Sergio Secci
Siniscola. Revocato l’incarico allo studio che si era aggiudicato la progettazione Non avrebbe consegnato entro i termini gli elaborati per l’avvio del restauro
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SINISCOLA. Rischiano di allungarsi i tempi per il restauro della torre di Santa Lucia, costruzione che caratterizza l'antico borgo dei pescatori. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha infatti revocato l’incarico allo studio tecnico che nel mese di giugno dello scorso anno, si era aggiudicato la progettazione e direzione lavori del consolidamento statico e valorizzazione dell'antica roccaforte. Il provvedimento di revoca è firmato dal responsabile del servizio Efisio Pau e arriva al termina di una lunga serie di incontri tra tecnici del Comune e progettisti incaricati dei lavori.
A leggere il provvedimento di revoca, lo studio di progettazione non avrebbe consegnato per tempo gli elaborati richiesti per dare il via ai lavori di restauro. Per questo motivo, con la determina del sei settembre, si è disposta la risoluzione del contratto relativo all'incarico di progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori, e coordinamento sicurezza in fase esecutiva, restauro, consolidamento statico e valorizzazione della Torre.
Occorrerà ora, sempre che lo studio di progettazione escluso non ricorra al Tar, o al presidente della Repubblica, bandire un'altra gara per dare via alle opere di restauro possibili grazie ai fondi che arrivano dalla Regione, Fondazione Sardegna e bilancio comunale. La speranza di tutti e che si provveda a definire il tutto quanto prima, visto che l’edificio è transennato da otto anni a causa del distacco di alcune pietre e del deterioramento dell’intonaco esterno.
Già nel 2013 infatti l’ufficio tecnico comunale aveva segnalato la necessità di un intervento, e la Regione, assieme alla fondazione Banco di Sardegna, aveva raccolto l’appello, concedendo un finanziamento atto ad iniziare i lavori di restauro del bene identitario.
La parte più cospicua del finanziamento proviene dalla Regione che aveva stanziato 200mila euro mentre la Fondazione di Sardegna aveva deliberato a favore della partecipazione al progetto con un ulteriore stanziamento di 100mila euro.
Sulla base di questi fondi, era stato pubblicato l’ avviso pubblico finalizzato alla ricezione di manifestazioni di interesse (tramite la piattaforma Sardegna Cat) per l'individuazione dei professionisti interessati a partecipare ai lavori mettendo a disposizione una somma vicina ai 60mila euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A leggere il provvedimento di revoca, lo studio di progettazione non avrebbe consegnato per tempo gli elaborati richiesti per dare il via ai lavori di restauro. Per questo motivo, con la determina del sei settembre, si è disposta la risoluzione del contratto relativo all'incarico di progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori, e coordinamento sicurezza in fase esecutiva, restauro, consolidamento statico e valorizzazione della Torre.
Occorrerà ora, sempre che lo studio di progettazione escluso non ricorra al Tar, o al presidente della Repubblica, bandire un'altra gara per dare via alle opere di restauro possibili grazie ai fondi che arrivano dalla Regione, Fondazione Sardegna e bilancio comunale. La speranza di tutti e che si provveda a definire il tutto quanto prima, visto che l’edificio è transennato da otto anni a causa del distacco di alcune pietre e del deterioramento dell’intonaco esterno.
Già nel 2013 infatti l’ufficio tecnico comunale aveva segnalato la necessità di un intervento, e la Regione, assieme alla fondazione Banco di Sardegna, aveva raccolto l’appello, concedendo un finanziamento atto ad iniziare i lavori di restauro del bene identitario.
La parte più cospicua del finanziamento proviene dalla Regione che aveva stanziato 200mila euro mentre la Fondazione di Sardegna aveva deliberato a favore della partecipazione al progetto con un ulteriore stanziamento di 100mila euro.
Sulla base di questi fondi, era stato pubblicato l’ avviso pubblico finalizzato alla ricezione di manifestazioni di interesse (tramite la piattaforma Sardegna Cat) per l'individuazione dei professionisti interessati a partecipare ai lavori mettendo a disposizione una somma vicina ai 60mila euro.
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