«Presidente Solinas, ci aiuti lei»

Oltre 350 tra sindaci, sanitari, rappresentanti delle istituzioni si rivolgono al presidente della giunta

NUORO. Arriva a ridosso della manifestazione regionale di dopodomani a sostegno della vertenza sanità, l’appello al presidente della Regione Christian Solinas con oltre 350 firme tra medici, sindaci, politici, rappresentanti delle istituzioni, che si firmano “la gente del Nuorese”. Si tratta di una «proposta costruttiva, con l’esclusiva finalità di trovare le soluzioni più rapide possibili alle problematiche della sanità in Sardegna, unendo tutte le forze attorno alla centralità della politica e dell'assessorato regionale alla Sanità». Sei temi che si chiede «vengano da lei accolti e resi immediatamente operativi».

Assunzioni incentivate. Il punto di partenza è l’annuncio, da parte di Solinas, dell’assunzione di 1780 medici e personale sanitario. «Un fatto politico certamente positivo. Tuttavia non viene chiarito come si intende procedere». Quindi, il nodo della questione che riguarda direttamente la richiesta di aiuto: «Il vero problema è che non ci sono attualmente medici disposti a venire in Sardegna, e i sardi preferiscono Cagliari e Sassari e non Nuoro, che sta perdendo lo status di “terzo polo sanitario”». Se si vuole invertire questa tendenza, dicono i firmatari dell’appello, «è necessario individuare nuove forme di incentivazione per la Sardegna e, in particolare, per le aree interne, con l’introduzione di una forte indennità di “zona svantaggiata” e di bonus particolari».

Copertura dei ruoli apicali. I firmatari dell’appello ritengono fallimentare il modello dell’azienda unica. E ribadiscono la necessità che vengano immediatamente banditi i concorsi per la copertura dei posti vacanti dei direttori di strutture complesse negli ospedali della Sardegna, e in particolare nel Nuorese. «Solo queste figure potrebbero dare fiducia e bloccare la fuga dei medici, con la riorganizzazione dei reparti e l’assunzione di responsabilità da parte di assessorato e Ats, per sottrarre le nomine ai giochi politici-burocratici».

Primato dell’assessorato. Stroncata la governance di Ats/Ares, «non è stata in grado di governare il personale medico, da cui deriva parte della crisi», è urgente una nuova impostazione della sanità «perché siano i valori alti della politica ad avere il primato, e di conseguenza sia l’assessorato alla Sanità con una visione valoriale e non burocratica, e garantire attraverso la creazione di forme nuove, con gestione territoriale del personale sanitario, sino al termine della pandemia, un nuovo percorso sanitario».

Salvare i reparti. I firmatari chiedono un provvedimento della giunta per far uscire dall’emergenza a Nuoro reparti del San Francesco come la chirurgia, la neurochirurgia, la cardiologia, ma anche evitare il depotenziamento degli ospedali di Sorgono e Lanusei. Si sollecita lo studio di azioni, anche in accordo con l’Università di Cagliari e Sassari, perché gli specializzandi possano concludere il corso a Nuoro, garantendo loro la possibilità di seguire a distanza le lezioni.

Aumento dei posti in Medicina. Tra le richieste, «è urgente una iniziativa politica di alto livello autonomistico della giunta e dei parlamentari sardi, perché il Ministero, considerata la particolare gravità, emani un provvedimento riservato alla Sardegna, per un aumento consistente degli studenti che si iscrivono in medicina». S’impone una iniziativa della giunta e dei parlamentari sardi e si saluta con favore la reintroduzione delle Asl.

Medici di base. Si chiede una soluzione emergenziale, dopo aver puntato il dito sulla «mancata programmazione della sanità da oltre dieci anni». Si impone «una iniziativa della giunta per reperire medici a livello nazionale e internazionale».

Questi sono i punti sui quali si interpella Solinas. Per scongiurare il declino dell’ospedale di Nuoro, stretto dal polo pubblico-privato di Olbia, da Sassari e Cagliari e – aggiungono i firmatari – dall’Ats, «nel silenzio della politica, che ha lasciato alla deriva la sanità nuorese, nonostante gli sforzi generosi dei medici e del personale e della dirigenza». Infine, un esercizio di ottimismo: si attendono risposte «entro settembre/ottobre». (si.se.)

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