Via un quintale di rifiuti dal lido della Capannina
di Lamberto Cugudda
Tortolì. Grande successo della due giorni di iniziative per la tutela ambientale “Ripuliamo il mare”, il progetto per educare i giovani al rispetto della natura
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TORTOLÌ. Domenica mattina un’iniziativa legata alla pulizia della pineta della spiaggia della Capannina, ad Arbatax, con la partecipazione di cinquanta volontari dell’associazione “Il Triangolo” che hanno raccolto circa un quintale di rifiuti, e lunedì un convegno sul tema della tutela ambientale e del mare in particolare. Il tutto all’interno della due giorni sul tema “Ripuliamo il mare”, un progetto che si inserisce nel quadro delle iniziative che in tutto il mondo vengono portate avanti per salvare gli Oceani. “Ripuliamo il mare” è un contributo alla campagna mondiale di salvaguardia dell’ambiente marino e delle nostre acque. Il progetto intende educare i giovani al rispetto dell'ambiente, attraverso delle attività di pulizia delle spiagge, delle aree prospicienti le rive e, ovviamente, le acque.
Al convegno dal titolo “Tra terra e mare: quale futuro turistico per l’Ogliastra?”, nella sala riunioni del Consorzio industriale provinciale dell’Ogliastra (Cipo), hanno partecipato il presidente Franco Ammendola, Elisa Mocci (Rete regionale per la protezione della fauna marina-Regione Sardegna); il naturalista Francesco Lecis; il presidente dell’associazione Blu Sardinia, Mauro Carta, e per l’Ipsar di Tortolì, la docente Scilla Contu con lo studente Andrea Piu.
Nel suo intervento, Elisa Mocci ha raccontato l’esperienza fatta sulla salvaguardia della nidificazione delle tartarughe e sulla tutela dei delfini. Francesco Lecis ha illustrato le motivazioni dello stato di degrado del mare e il problema delle microplastiche. Mauro Carta, invece, ha lanciato l’idea «di fare diventare Tortolì-Arbatax piattaforma di collegamento fra il mondo associativo sul tema della tutela delle acque marine». Lo studente tortoliese Andrea Piu ha raccontato e descritto la funzionalità di un drone marino in dotazione alla scuola (Ipsar), per potere monitorare i fondali marini.
Il convegno è stato anticipato da una giornata ecologica organizzata domenica mattina con la partecipazione dei volontari dell’associazione “Il Triangolo”. Per i partecipanti alla due giorni “Ripuliamo il mare”, di particolare importanza è stata la pulizia di alcuni tratti di costa e delle acque che alla fine della stagione estiva risentono in modo sensibile della presenza dei turisti e dei bagnanti. Ma, come è stato sottolineato, a preoccupare è la presenza della plastica, anche se in mare, ormai, si può trovare di tutto: oggetti di ogni forma, materiale, dimensione e colore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Al convegno dal titolo “Tra terra e mare: quale futuro turistico per l’Ogliastra?”, nella sala riunioni del Consorzio industriale provinciale dell’Ogliastra (Cipo), hanno partecipato il presidente Franco Ammendola, Elisa Mocci (Rete regionale per la protezione della fauna marina-Regione Sardegna); il naturalista Francesco Lecis; il presidente dell’associazione Blu Sardinia, Mauro Carta, e per l’Ipsar di Tortolì, la docente Scilla Contu con lo studente Andrea Piu.
Nel suo intervento, Elisa Mocci ha raccontato l’esperienza fatta sulla salvaguardia della nidificazione delle tartarughe e sulla tutela dei delfini. Francesco Lecis ha illustrato le motivazioni dello stato di degrado del mare e il problema delle microplastiche. Mauro Carta, invece, ha lanciato l’idea «di fare diventare Tortolì-Arbatax piattaforma di collegamento fra il mondo associativo sul tema della tutela delle acque marine». Lo studente tortoliese Andrea Piu ha raccontato e descritto la funzionalità di un drone marino in dotazione alla scuola (Ipsar), per potere monitorare i fondali marini.
Il convegno è stato anticipato da una giornata ecologica organizzata domenica mattina con la partecipazione dei volontari dell’associazione “Il Triangolo”. Per i partecipanti alla due giorni “Ripuliamo il mare”, di particolare importanza è stata la pulizia di alcuni tratti di costa e delle acque che alla fine della stagione estiva risentono in modo sensibile della presenza dei turisti e dei bagnanti. Ma, come è stato sottolineato, a preoccupare è la presenza della plastica, anche se in mare, ormai, si può trovare di tutto: oggetti di ogni forma, materiale, dimensione e colore.
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