Riconoscimenti al miele di Lucio Lai
di Bernardo Asproni
Lula. L’azienda “Preta Pertunta” ottiene due premi al concorso nazionale Anm
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LULA. L'apicoltura a Lula, e in Sardegna in generale, viene da lontano, da svariati secoli secondo diversi studiosi, ed è accreditata come la produzione di un miele di qualità, dovuta soprattutto alla biodiversità della vegetazione e, quindi, della qualità del polline di cui si nutrono le api. Solo nel Montalbo ci sono poco meno di 700 cultivar, molte delle quali endemiche. Tutto il territorio è una autentica “riserva” da questo punto di vista. E non è un caso se il miele della Azienda locale Preta Pertunta di Lucio Lai, nel concorso organizzato dall'Associazione nazionale del miele, con sede a Castel San Pietro Terme (Bologna), abbia acquisito un duplice riconoscimento con due campioni di miele, specialità millefiori, prodotti in due zone diverse con altitudini diverse, questo grazie, anche, al nomadismo. «L'intento era di far conoscere principalmente le caratteristiche al fine di migliorare la produzione. Con mio stupore sono stati premiati entrambi, uno con una goccia d'oro, l'altro con due gocce d'oro», ha sostenuto il giovane Lucio Lai, che da appena quattro anni, ha affiancato alla professione di allevatore di pecore quella di apicoltore. E visti i risultati si può ben dire con sorprendente successo. Parla volentieri di questa prima esperienza in assoluto come espositore, per giunta premiato, «con l'intento di far conoscere, se mai ce ne fosse bisogno, la qualità produttiva che il territorio di Lula offre grazie alla sua biodiversità, in una logica di valorizzazione identitaria». Il suo discorso fa oltre, comunque, il territorio di Lula, evidenziando i pregi dell'ambiente delle campagne sarde, in generale. Poi entra nel merito dei quattro aspetti presi in considerazioni nel concorso: gusto, tatto, olfatto e biologico. «Si è lavorato solo su questi quattro aspetti – ha incalzato Lai –. Tengo a precisare che i riconoscimenti sono stati attribuiti solo ai prodotti che hanno superato i test della preselezione sulla base sensoriale e analitico». E ha concluso: «È emersa tanta qualità e varietà di miele in questo 41esimo concorso, alla luce dei 1067 campioni di tutte le regioni d'Italia, 156 campioni quelli della Sardegna, che ha avuto il maggior numero di presenze. Questo a dispetto, in una certa fase, delle ultime stagioni non brillanti per il settore. Eppure il recupero ha consentito di ottenere un prodotto di qualità».
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