Baby rapinatori, convalidato l’arresto

Martedì avevano pestato un uomo, portandogli via il borsello. Sono stati rinchiusi in carcere. Si cerca un altro giovane

NUORO. Martedì scorso avevano rapinato del borsello un uomo in viale Sardegna, dopo averlo aggredito a calci e pugni, ma erano stati fermati dagli agenti delle Volanti della questura in via Aosta, a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione. Erano stati arrestati, e ieri, due minorenni, sono comparsi davanti al tribunale dei minori di Sassari per l’udienza di convalida della misura cautelare per il reato di rapina aggravata. Alla convalida degli arresti è seguita l’ordinanza che dispone la misura cautelare in carcere, notificata ai due nell’istituto di reclusione per minori di Quartucciu. Non è invece ancora stato trovato un terzo giovane, che si trovava insieme a loro a Nuoro e che è riuscito a scappare. Gli agenti lo ricercano e non è escluso che nelle prossime ore possa essere rintracciato.

La persona rapinata, un uomo di 56 anni, è ancora in ospedale per le conseguenze del pestaggio. Ma la giornata “brava” dei tre ragazzi era iniziata la mattina: avevano cercato di aggredire una ragazza in un circolo in via Liguria, nella zona di viale Sardegna. Uno dei tre, il minore attualmente irreperibile, era armato di coltello. L’intervento dei clienti del circolo aveva però evitato il peggio e messo in fuga la banda. Che di fatto si era spostata di poco, concentrandosi sulla rapina al 56enne. L’uomo aveva dato l’allarme e la descrizione dei suoi aggressori. La Polizia di Stato aveva messo in atto il piano antirapina e in pochi minuti le Volanti e gli agenti della Squadra mobile avevano controllato tutta la zona attorno a viale Sardegna, fermando i due. Ragazzi giovanissimi ma con un fardello giudiziario di spessore. I due arrestati, un anno fa, si erano resi protagonisti di un gravissimo episodio a Siniscola. Il 15 gennaio 2020, infatti, erano stati arrestati, insieme ad un terzo giovane, con l’accusa di tentato omicidio per aver lanciato un coetaneo da un cavalcavia. Attraverso i loro avvocati avevano ottenuto la sospensione del processo e l’affidamento ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia. Per uno dei due ragazzi arrestati due giorni fa, il giudice del tribunale dei minori di Sassari, Guido Vecchione, nei mesi scorsi aveva già concesso l’istituto della messa alla prova. Aveva revocato la misura cautelare emessa nei suoi confronti e aveva accolto la richiesta formulata dalla suo avvocata, Luisella Pirisi, concedendogli un percorso di recupero di 12 mesi. Il minore doveva trascorrere il periodo in comunità e seguire un programma di riabilitazione e reinserimento in ambito lavorativo e sociale. Al secondo indagato, difeso dall’avvocata Giovanna Serra, il giudice aveva concesso la permanenza domiciliare, in attesa del riesame del progetto di messa alla prova. Gli sviluppi ultimi sono l’arresto di martedì scorso.

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