«Molti medici rifiutano di venire qui»
di Luciano Piras
Assegnati 15 posti all’internistica dell’ospedale San Francesco: hanno accettato l’incarico soltanto due specialisti
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NUORO. «Quando è stato bandito il concorso per il reparto di medicina interna a Nuoro sono stati assegnati 15 posti. Hanno accettato la sede in due. Solo in due. Un medico che già lavorava a tempo determinato e una nuova dottoressa che ha preso servizio il 16 settembre scorso. Gli altri posti non sono stati coperti. Questo dovrebbe far riflettere anche chi amministra da più di sei anni una città che offre sempre meno». È Pierluigi Saiu, consigliere regionale e comunale di Nuoro, a raccontare un retroscena della sanità nuorese rimasto finora inedito. «Sempre per il San Francesco – aggiunge l’esponente della Lega – è stato poi bandito il concorso per individuare il nuovo primario di cardiologia, altro reparto in forte sofferenza, e per attribuire gli incarichi di sostituzione in attesa dei concorsi per i nuovi primari negli altri reparti. La carenza di direttori delle unità operative è un altro grave problema che è stato ereditato e che deve essere affrontato. La pandemia ha rallentato tutto, aumentando le difficoltà. Adesso però anche l’azienda sanitaria deve cambiare passo. Per il nostro ospedale – sottolinea ancora Saiu – ho chiesto che venisse bandita una mobilità per chirurgia vascolare, per portare nuovi medici, ho chiesto che venga sbloccata la graduatoria dei tecnici di radiologia, ho rappresentato l’esigenza di una nuova sala ibrida e di un nuovo acceleratore per la radioterapia».
«Non voglio perdere tempo con le polemiche, chi lo fa non ha capito la gravità della situazione» alza la voce il consigliere regionale. «Lo dico ormai da tempo ma purtroppo, ancora oggi, c’è chi si impegna e chi invece non fa assolutamente nulla» insiste con un refrain tutto suo. «Sono convinto che per risolvere i problemi della sanità del nostro territorio serva uno sforzo comune». E spiega: «Non riconoscere che i problemi che bisogna affrontare oggi vengono da lontano non è onesto, sarebbe un po’ come dire che il Covid non ha avuto effetti».
Unico consigliere regionale eletto nel Nuorese presente nell’assemblea di venerdì scorso a Cagliari, con la Rete delle associazioni, comitati, movimenti e sindaci mobilitati per il diritto alla salute, Saiu ribadisce ancora una volta che «quei problemi, quelli che abbiamo ereditato, sono frutto di scelte e decisioni prese anche nel silenzio di molti amministratori del nostro territorio che adesso protestano». «Ricordo benissimo le battaglie di Emilio Usula (medico del San Francesco e già consigliere regionale dei Rossomori, ndr) contro l’Ats e la rete ospedaliera – riconosce Saiu –. Battaglie che lo portarono fuori dalla maggioranza regionale di allora. Non ricordo invece consigli comunali straordinari per sostenere quelle posizioni che sarebbero servite a difenderla, la nostra sanità, nonostante le tante richieste di un consigliere comunale battagliero come Paolo Manca. Senza uno sforzo comune non si uscirà da questa crisi – ripete ancora il leghista di Nuoro –. Bisogna avere il coraggio di dirselo. Servono volontà e tempo, ma soprattutto unione d’intenti. Non è una questione di partiti, non è una questione di schieramenti, è questione di coesione e lavoro quotidiano perché, vista la carenza di personale sanitario, ci sono emergenze tutti i giorni». Un’emergenza continua. «A fine agosto è stato necessario smuovere mari e monti per evitare la chiusura del reparto di ortopedia. Finalmente, dopo mesi di richieste – è Saiu che parla –, è stata bandita la mobilità e poi verrà bandito il concorso per far arrivare medici che rafforzino quel reparto. Ma anche portare medici qui non è impresa facile. Non solo perché ce ne sono pochi ma anche perché, è un dato di fatto, molti rifiutano di venire».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Non voglio perdere tempo con le polemiche, chi lo fa non ha capito la gravità della situazione» alza la voce il consigliere regionale. «Lo dico ormai da tempo ma purtroppo, ancora oggi, c’è chi si impegna e chi invece non fa assolutamente nulla» insiste con un refrain tutto suo. «Sono convinto che per risolvere i problemi della sanità del nostro territorio serva uno sforzo comune». E spiega: «Non riconoscere che i problemi che bisogna affrontare oggi vengono da lontano non è onesto, sarebbe un po’ come dire che il Covid non ha avuto effetti».
Unico consigliere regionale eletto nel Nuorese presente nell’assemblea di venerdì scorso a Cagliari, con la Rete delle associazioni, comitati, movimenti e sindaci mobilitati per il diritto alla salute, Saiu ribadisce ancora una volta che «quei problemi, quelli che abbiamo ereditato, sono frutto di scelte e decisioni prese anche nel silenzio di molti amministratori del nostro territorio che adesso protestano». «Ricordo benissimo le battaglie di Emilio Usula (medico del San Francesco e già consigliere regionale dei Rossomori, ndr) contro l’Ats e la rete ospedaliera – riconosce Saiu –. Battaglie che lo portarono fuori dalla maggioranza regionale di allora. Non ricordo invece consigli comunali straordinari per sostenere quelle posizioni che sarebbero servite a difenderla, la nostra sanità, nonostante le tante richieste di un consigliere comunale battagliero come Paolo Manca. Senza uno sforzo comune non si uscirà da questa crisi – ripete ancora il leghista di Nuoro –. Bisogna avere il coraggio di dirselo. Servono volontà e tempo, ma soprattutto unione d’intenti. Non è una questione di partiti, non è una questione di schieramenti, è questione di coesione e lavoro quotidiano perché, vista la carenza di personale sanitario, ci sono emergenze tutti i giorni». Un’emergenza continua. «A fine agosto è stato necessario smuovere mari e monti per evitare la chiusura del reparto di ortopedia. Finalmente, dopo mesi di richieste – è Saiu che parla –, è stata bandita la mobilità e poi verrà bandito il concorso per far arrivare medici che rafforzino quel reparto. Ma anche portare medici qui non è impresa facile. Non solo perché ce ne sono pochi ma anche perché, è un dato di fatto, molti rifiutano di venire».
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