In festa per l’arrivo di don Alessandro
di Nino Muggianu
Orosei. Il parroco è stato accolto nella chiesa di San Giacomo colma di persone
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OROSEI. Da venerdì scorso don Alessandro Muggianu è il nuovo parroco della chiesa di San Giacomo Apostolo a Orosei. Per la sua accoglienza è stata festa grande negli spazi del giardino del santuario delle Madonna di Su Remediu. Tantissimi i cittadini presenti, non solo di Orosei. Molti sono arrivati anche da Lodè dove don Alessandro è stato parroco nella chiesa di Sant’Antonio da Padova.
Presente anche una delegazione di Bitti, dove il sacerdote ha collaborato con don Mario Mula, ma anche da Galtellì, paese natale della mamma, e da Dorgali, suo paese natio. Presenti il vescovo don Antonello Mura e tutti i sacerdoti e chierici della diocesi. In prima fila i due sindaci di Lodè, Antonella Canu e di Orosei, Nino Canzano che ha dato il benvenuto al nuovo parroco a nome dell’amministrazione comunale e di tutto il paese. Prima di celebrare la messa il vescovo ha pronunciato il rito della promessa alla quale il nuovo parroco di Orosei ha risposto convinto “Si lo voglio”.
«Ha fatto bene il vescovo a ricordarmi che non devo proporre da oggi nessun programma pastorale – ha detto don Alessandro nel suo saluto – semplicemente perché, ciò che andremo a vivere e ciò che andremo ad essere lo costruiremo insieme. Vuole essere solo una parola di saluto e di gratitudine. Un grande grazie a Dio. L’eucarestia che abbiamo appena celebrato insieme deve essere il nostro e il mio grande grazie a Lui per avere detto ancora una volta il Suo sì. Un grazie al vescovo Antonello per la grande fiducia che mi ha dato. Confesso – ha aggiunto don Alessandro – che ho avuto paura quando me lo ha detto, ho avuto paura entrando dentro questa grande comunità. Le prometto – ha aggiunto rivolto a Vescovo – che mi rimboccherò le maniche e cercherò di sbucciare le ginocchia per tenere questo bellissimo mandato che mi ha fatto». Un grazie don Muggianu lo ha rivolto ai due sacerdoti che hanno lasciato Orosei, don Gesinio e don Roberto. Un grazie unico a tutta la comunità di Orosei. «Un grazie speciale alla comunità di Lodè che in questi anno mi ha aiutato a crescere sia come uomo che come sacerdote – ha concluso –. Un grazie alla mia famiglia e a mio babbo Billia che dal cielo ha sempre vegliato sul mio cammino. Un grazie a don Fabio per questo tratto di strada che percorreremo insieme, facendoci ultimi come il Vangelo ci ha detto».
Presente anche una delegazione di Bitti, dove il sacerdote ha collaborato con don Mario Mula, ma anche da Galtellì, paese natale della mamma, e da Dorgali, suo paese natio. Presenti il vescovo don Antonello Mura e tutti i sacerdoti e chierici della diocesi. In prima fila i due sindaci di Lodè, Antonella Canu e di Orosei, Nino Canzano che ha dato il benvenuto al nuovo parroco a nome dell’amministrazione comunale e di tutto il paese. Prima di celebrare la messa il vescovo ha pronunciato il rito della promessa alla quale il nuovo parroco di Orosei ha risposto convinto “Si lo voglio”.
«Ha fatto bene il vescovo a ricordarmi che non devo proporre da oggi nessun programma pastorale – ha detto don Alessandro nel suo saluto – semplicemente perché, ciò che andremo a vivere e ciò che andremo ad essere lo costruiremo insieme. Vuole essere solo una parola di saluto e di gratitudine. Un grande grazie a Dio. L’eucarestia che abbiamo appena celebrato insieme deve essere il nostro e il mio grande grazie a Lui per avere detto ancora una volta il Suo sì. Un grazie al vescovo Antonello per la grande fiducia che mi ha dato. Confesso – ha aggiunto don Alessandro – che ho avuto paura quando me lo ha detto, ho avuto paura entrando dentro questa grande comunità. Le prometto – ha aggiunto rivolto a Vescovo – che mi rimboccherò le maniche e cercherò di sbucciare le ginocchia per tenere questo bellissimo mandato che mi ha fatto». Un grazie don Muggianu lo ha rivolto ai due sacerdoti che hanno lasciato Orosei, don Gesinio e don Roberto. Un grazie unico a tutta la comunità di Orosei. «Un grazie speciale alla comunità di Lodè che in questi anno mi ha aiutato a crescere sia come uomo che come sacerdote – ha concluso –. Un grazie alla mia famiglia e a mio babbo Billia che dal cielo ha sempre vegliato sul mio cammino. Un grazie a don Fabio per questo tratto di strada che percorreremo insieme, facendoci ultimi come il Vangelo ci ha detto».
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