La Nuova Sardegna

Nuoro

in viale Baccarini 

Attivato il nuovo Atm Postamat per l’ufficio postale di Borore

di Alessandra Porcu
Attivato il nuovo Atm Postamat per l’ufficio postale di Borore

BORORE. Sarà in funzione sette giorni su sette, 24 ore su 24. Il nuovo Atm Postamat dell’ufficio postale di Borore oltre a consentire il prelievo di denaro contante, fino a un massimo di 600 euro al...

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BORORE. Sarà in funzione sette giorni su sette, 24 ore su 24. Il nuovo Atm Postamat dell’ufficio postale di Borore oltre a consentire il prelievo di denaro contante, fino a un massimo di 600 euro al giorno e 2.500 al mese, consentirà di effettuare altre numerose operazioni in automatico. Tramite lo sportello di viale Baccarini si potranno eseguire, ad esempio, il pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale, le interrogazioni sul saldo e sulla lista movimenti, le ricariche telefoniche e delle carte Postepay. Dotato di un monitor digitale a elevata luminosità e di un dispensatore di banconote innovativo, l’Atm Postamat installato nel piccolo centro del Marghine è protetto da moderni impianti di videosorveglianza e da dispositivi di sicurezza innovativi tra i quali una soluzione anti-skimming, capace di prevenire la clonazione di carte di credito, e un sistema di macchiatura delle banconote.

Lo sportello telematico di viale Baccarini può essere utilizzato dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai possessori di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai proprietari di carte Postepay. Da qualche mese l’ufficio postale di Borore ha ripreso la sua normale attività. È aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.45. Il sabato fino alle 12.45. Nei mesi scorsi le rigide misure anti Covid ne avevano imposto la chiusura al pubblico a giorni alterni. Provvedimento necessario che, inevitabilmente, aveva creato non pochi disagi costringendo gli utenti a lunghe file all’esterno dell’edificio. Situazioni analoghe si erano verificate anche in altri paesi limitrofi. Più volte i primi cittadini del territorio avevano dovuto denunciare disservizi, disagi e il rischio contagio dovuto agli assembramenti.



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