sanità
Bari Sardo senza guardia medica tutto chiuso anche a ottobre
BARI SARDO. Dalla manifestazione a difesa della sanità pubblica inscenata a Cagliari da comitati e amministratori locali è passata più di una settimana ma nessun cosa è cambiata. A Bari Sardo, giusto...
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BARI SARDO. Dalla manifestazione a difesa della sanità pubblica inscenata a Cagliari da comitati e amministratori locali è passata più di una settimana ma nessun cosa è cambiata. A Bari Sardo, giusto per fare un esempio, questo fine settimana e per tutto ottobre il servizio di guardia medica non è operativo. L’importante servizio di continuità assistenziale prosegue a singhiozzo, con grande amarezza del sindaco Ivan Mameli che non sa più a che santo votarsi.
«L’ambulatorio – attacca il primo cittadino – è rimasto chiuso e la cittadinanza continua a pagare in termini di disservizi e disagi una situazione che sta diventando insostenibile». Sono due i centri ogliastrini particolarmente in sofferenza su questo fronte: Bari Sardo e Tortolì dove da tempo mancano i titolari del servizio di continuità assistenziale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e neanche la mobilitazione di migliaia di persone che si sono riversate nel capoluogo è servita a cambiare il corso degli eventi. La copertura del servizio è affidata alla buona volontà dei medici disposti, all’ultimo minuto a sobbarcarsi il turno volante. Ma questo non sempre accade e in assenza di un filtro sul territorio chi si sente male finisce nell’unico pronto soccorso dell’Ogliastra, quello dell’ospedale Nostra signora della Mercede di Lanusei, già in affanno perché alle prese con il problema che affligge tutti i settori della sanità: la mancanza di medici. (g.f.)
«L’ambulatorio – attacca il primo cittadino – è rimasto chiuso e la cittadinanza continua a pagare in termini di disservizi e disagi una situazione che sta diventando insostenibile». Sono due i centri ogliastrini particolarmente in sofferenza su questo fronte: Bari Sardo e Tortolì dove da tempo mancano i titolari del servizio di continuità assistenziale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e neanche la mobilitazione di migliaia di persone che si sono riversate nel capoluogo è servita a cambiare il corso degli eventi. La copertura del servizio è affidata alla buona volontà dei medici disposti, all’ultimo minuto a sobbarcarsi il turno volante. Ma questo non sempre accade e in assenza di un filtro sul territorio chi si sente male finisce nell’unico pronto soccorso dell’Ogliastra, quello dell’ospedale Nostra signora della Mercede di Lanusei, già in affanno perché alle prese con il problema che affligge tutti i settori della sanità: la mancanza di medici. (g.f.)
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