Nuovi elementi nelle indagini sulle auto incendiate
TORTOLÌ. Sulla base delle registrazioni di diverse telecamere comunali e di abitazioni private, alcune persone potrebbero essere presto essere sentite nella caserma dei carabinieri per capire se...
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TORTOLÌ. Sulla base delle registrazioni di diverse telecamere comunali e di abitazioni private, alcune persone potrebbero essere presto essere sentite nella caserma dei carabinieri per capire se abbiano notato qualcosa di rilevante in relazione ai raid incendiari di fine agosto. Infatti, con l’iscrizione nel registro degli indagati di un pensionato cartaio di 67 anni per gli incendi dolosi di cinque automezzi (quattro erano Suv, oltre a una Renault Scenic) dal 28 al 30 agosto, i carabinieri della stazione, comandati dal maresciallo Marcello Cangelosi, e gli agenti del commissariato di Ps, guidati dal dirigente Fabrizio Figliola, non hanno affatto terminato le indagini. Sulla base dell’attenta visione delle varie registrazioni di telecamere di videosorveglianza, ubicate nelle zone in cui sono stati compiuti i raid incendiari: Porto Frailis, la zona dietro il Villaggio Cartiera e il centro storico di Tortolì, si noterebbero delle persone che stavano a poca distanza dagli stessi luoghi. Per gli inquirenti, il pensionato avrebbe dato fuoco agli automezzi perché “disturbato” dal gran numero di turisti e dal chiasso delle nottate estive. Le accuse pare si basino sul fatto che avrebbe fabbricato, detenuto e portato illegittimamente in luogo pubblico dei congegni esplosivi (tipo molotov). (l.cu.)
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