BOSA
Ecco il nuovo Pul: spiaggia al centro, servizi collegati e edilizia ricettiva
di Alessandro Farina
BOSA. Si scrive Piano di utilizzo del litorale (Pul), ma di fatto si legge rilancio turistico di Bosa Marina. In un contesto ambientale dove il problema è il continuo crescere dell’arenile e non,...
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BOSA. Si scrive Piano di utilizzo del litorale (Pul), ma di fatto si legge rilancio turistico di Bosa Marina. In un contesto ambientale dove il problema è il continuo crescere dell’arenile e non, come nel resto dell’isola, l’erosione costiera. Questo l’unicum in Sardegna, per una spiaggia che si riprende il ruolo di co-attrattore nella città dalle caratteristiche ambientali, fluviali, paesaggistiche e storiche già inimitabili. Centro costiero che per l’assessore regionale Quirico Sanna «Deve abbandonare l’idea delle seconde case e puntare all’edilizia alberghiera», l’invito piuttosto perentorio. «Su Bosa vogliamo lanciare una grande scommessa, per le caratteristiche di questo borgo incastonato tra mare ed entroterra» la premessa dell’assessore regionale. Convinto che la città del Temo possa diventare una «Showroom della Sardegna, per il grande fascino ed un’esperienza di cinquant’anni in ambito turistico». Gremita di operatori e tecnici, la sala consiliare ieri mattina ha visto la presentazione, dopo lunga gestazione, della bozza del Pul, elaborata dai tecnici dello studio Maccioni. Per buona parte dedicata a ridisegnare i futuri possibili servizi sulla spiaggia che si affaccia sulla baia dell’isola Rossa. A partire da una vecchia idea: la nascita di una sorta di spina dorsale, una passerella pedonale larga 2 metri da posizionare, in parallelo al mare, a circa 40 metri dalla battigia, al centro dell’arenile.
A questa struttura saranno collegati diversi accessi pubblici, a cui potranno aggiungersi le passerelle degli stabilimenti balneari. Sul lato a nord ovest viene confermato lo spazio destinato ai disabili, l’unica zona dove è possibile realizzare bagni e docce da allacciare alla rete fognaria. A 5 metri dalla linea di battigia e ad almeno 50 metri l’uno dall’altro, sono previsti gli spazi in concessione ai privati, 19 in tutto.
Tra cui quello previsto alle Colonie, altra novità, per attività di talassoterapia. Nel tratto tra la “passerella dorsale” e le strutture esisenti sono previste aree per l’attività ludica e sportiva. La bozza del Pul prevede poi sul tratto del viale Mediterraneo tra viale Colombo e l’incrocio con viale Italia un’isola pedonale per alcune ore della giornata. Il cosiddetto “triangolo” servirà per la sosta delle auto ma sarà attrezzato anche come area spettacoli. Altre aree di sosta gratuite, e con servizi per i camper, sono previste vicino a Campu ’e Mare. Non poco dibattito, in parecchi stanno affilando le armi della protesta, ha suscitato la presenza di un’ampia area definita “pre-dunale”, che andrebbe recintata e resa inaccessibile. Tra le proposte avanzate spicca l’idea di inglobare nel Pul anche l’area portuale alla foce del Temo. Dove il Comune pensa ad un allungamento dell’attuale banchina.
A questa struttura saranno collegati diversi accessi pubblici, a cui potranno aggiungersi le passerelle degli stabilimenti balneari. Sul lato a nord ovest viene confermato lo spazio destinato ai disabili, l’unica zona dove è possibile realizzare bagni e docce da allacciare alla rete fognaria. A 5 metri dalla linea di battigia e ad almeno 50 metri l’uno dall’altro, sono previsti gli spazi in concessione ai privati, 19 in tutto.
Tra cui quello previsto alle Colonie, altra novità, per attività di talassoterapia. Nel tratto tra la “passerella dorsale” e le strutture esisenti sono previste aree per l’attività ludica e sportiva. La bozza del Pul prevede poi sul tratto del viale Mediterraneo tra viale Colombo e l’incrocio con viale Italia un’isola pedonale per alcune ore della giornata. Il cosiddetto “triangolo” servirà per la sosta delle auto ma sarà attrezzato anche come area spettacoli. Altre aree di sosta gratuite, e con servizi per i camper, sono previste vicino a Campu ’e Mare. Non poco dibattito, in parecchi stanno affilando le armi della protesta, ha suscitato la presenza di un’ampia area definita “pre-dunale”, che andrebbe recintata e resa inaccessibile. Tra le proposte avanzate spicca l’idea di inglobare nel Pul anche l’area portuale alla foce del Temo. Dove il Comune pensa ad un allungamento dell’attuale banchina.
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