Grande impegno della Provincia e della preside
Il 9 ottobre gli studenti del liceo scientifico Fermi si sono dati appuntamento fuori dai cancelli della scuola più popolosa della città annunciando l’inizio di una battaglia. In 1.300 hanno...
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Il 9 ottobre gli studenti del liceo scientifico Fermi si sono dati appuntamento fuori dai cancelli della scuola più popolosa della città annunciando l’inizio di una battaglia. In 1.300 hanno manifestato contro il sovraffollamento dell’istituto e i paventati turni pomeridiani con annessi orari ridotti per permettere a tutti la frequenza. Il boom di iscrizioni e la migrazione di oltre 50 studenti del Maria Immacolata (a giugno la scuola paritaria a indirizzo linguistico è stata chiusa) che hanno dovuto scegliere una alternativa al loro percorso di studi ha reso necessaria una nuova sede che però rispondesse in tempi brevissimi a tutti i requisiti richiesti dalla normativa e resi ancora più restrittivi dalle norme anti-Covid. Una delle possibili soluzioni messe in campo per poter arginare almeno in maniera provvisoria i disagi che stavano vivendo gli studenti riguardava la possibilità di fare dei turni pomeridiani a rotazione e orario ridotto la mattina. La proposta ha generato tra gli studenti e le famiglie, in particolare tra gli studenti fuori sede, profondo disappunto sfociato poi nel sit-in del 9 ottobre. Una soluzione scongiurata dal grande impegno della Provincia, della dirigente e dei professori che nel giro di 30 giorni hanno avviato le pratiche di locazione e il trasloco dal liceo Fermi all’ex liceo linguistico di via Ballero delle dieci classi in esubero dell’istituto di via Veneto. (s.v.)
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