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«Ma noi volontari non possiamo colmare lo smantellamento»

di Mauro Piredda
«Ma noi volontari non possiamo colmare lo smantellamento»

SINISCOLA. «Noi operiamo da diversi anni nel territorio e la nostra azione non si limita alla sola Siniscola. Da sempre assistiamo gli ultimi, i più bisognosi, con le nostre risorse, con i nostri...

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SINISCOLA. «Noi operiamo da diversi anni nel territorio e la nostra azione non si limita alla sola Siniscola. Da sempre assistiamo gli ultimi, i più bisognosi, con le nostre risorse, con i nostri uomini, con i nostri mezzi, ma la situazione sta peggiorando su tutti i fronti». È il racconto di Pietro Bomboi, presidente della sezione siniscolese dell’Auser, testimone di un processo drammatico che sta investendo anche il volontariato. Volontariato che, da quando esiste, ha presentato i semi di un mondo nuovo fondato sulla partecipazione mutualistica e proiettato verso la cooperazione. Ma in tempi di distruzione del welfare, processo che in maniera piuttosto spedita sta minando quanto conquistato in decenni di storia repubblicana, rischia di essere visto come il tappabuchi di un sistema le cui falle vanno poste con ancora più convinzione nell’agenda dei decisori. E, partendo dalla sua condizione di soggetto in affanno all’interno di un contesto ancora più precario, il volontariato si presenta oggi come il miglior testimone dello stato di cose. L’analisi del sistema sanitario locale non si discosta dai racconti di quanti vivono ormai lontano un principio sancito costituzionalmente: «Il poliambulatorio è ormai allo sfascio – dice Bomboi –. Non c’è oncologia, la cardiologia non funziona come dovrebbe, manca personale medico e infermieristico, per le visite bisogna attendere parecchio o optare per altre sedi. Molti pazienti però sono anziani; occorre accompagnarli e poi riportarli nei nostri Comuni. Molti sono soli, quindi occorre che siamo noi stessi a parlare con i medici». Ogni giorno, dalla sede Auser di piazza Crispi, da cinque a sette volontari (oltre duecento in tutto) escono con i mezzi dell’associazione (cinque i veicoli del parco mezzi, quattro dei quali con la pedana e due a nove posti) per accompagnare persone a Sassari, Nuoro, Cagliari, Olbia, Sorgono, Lanusei. Dovunque ci sia bisogno, anche per fare un tampone, anche con positivi a bordo. E nel 2021 ancora in corso il numero de trasportati raggiunge le 2.400 unità. Tutto no profit. Il telefono squilla più volte: nella propria sede l’Auser dispone di un centro di telefonia sociale operativo tutti i giorni (esclusi il sabato e i festivi) dalle 15 alle 18. Ovviamente i trasporti non si limitano alle persone anziane: i motori dei mezzi Auser rimangono accesi anche per il sostegno al trasporto scolastico riservato ad alcuni ragazzi disabili, per le consegne varie e per diverse azioni di assistenza di prima necessità. Nuovi problemi si stanno aggiungendo con il trasferimento di uno dei due pediatri attivi in zona: «Sarebbe ora – conclude Bomboi – di avere delle risposte dalla direzione sanitaria e la politica locale».

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