La Nuova Sardegna

Nuoro

Sindia-Macomer: 12 km di odissea tra le voragini

di Sandro Biccai
Sindia-Macomer: 12 km di odissea tra le voragini

Dura protesta dei residenti che ogni giorno percorrono il tratto per la cittadina e la Carlo Felice

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SINDIA. La neve e la pioggia degli ultimi giorni hanno messo in evidenza, una volta di più, le condizioni disastrose in cui versa la statale 129 bis nel tratto Sindia-Macomer. A lamentarsi sono soprattutto gli abitanti di Sindia che quotidianamente percorrono i circa dodici chilometri che li separano dal centro abitato di Macomer e dallo svincolo per la Carlo Felice. «La strada è costellata da un’infinità di buche e quando piove diventa pericoloso incrociare veicoli che arrivano dalla direzione opposta – dice Angelo Pisanu – Gli spruzzi d’acqua arrivano sul parabrezza ed ostacolano la visibilità di chi guida aumentando il rischio di incidenti. Non sono più sufficienti i rattoppi ma è quanto mai indispensabile un serio intervento strutturale».

Gli fa eco Nicoletta Falchi: «È una strada pericolosissima, mio figlio la percorre quando è ancora buio e ho sempre il terrore che possa accadere qualcosa. Le buche sono diventate voragini, l’acqua non defluisce, cosa si aspetta ad intervenire?». Idea condivisa anche da Mario Antioco Sanna: «Ogni giorno è un terno al lotto, sono comparse nuove buche e sono aumentate le insidie. È una strada vetusta, che andrebbe interamente ripensata. Bisognerebbe eliminare il budello tra la cantoniera di Bara e lo svincolo per il bivio di Mulargia, magari riprendendo il vecchio tracciato de su caminu reale. Lunedì scorso, quando ha nevicato, siamo rimasti imbottigliati, senza nessuna assistenza». Tra chi ogni giorno percorre la strada per lavoro vi è anche Michela Scanu: «È un disastro, bastano poche gocce e la carreggiata si allaga costringendo gli automobilisti a fare lo slalom tra le buche e a tenersi, per quanto possibile, sulla mezzeria. È assurdo». Giancarlo Pisanu racconta un episodio accaduto qualche ora prima: «L’auto che mi precedeva è stata costretta a inchiodare dopo che un camiondalla direzione opposta gli ha scaraventato una valanga d’acqua. Sono riuscito a frenare in tempo ma ho rischiato il tamponamento. È incredibile che nessuno si muova».

«Di fronte a questa situazione, non certo nuova, non possiamo continuare a stare zitti e fare finta di nulla – dice Antonio Oggianu – In assenza di interventi mirati, e sperando che non accada il peggio, occorre la mobilitazione delle popolazioni e delle amministrazioni civiche del territorio. Non è sufficiente mettere qualche segnale di pericolo qua e là ma è giunto il tempo di fare sentire forte la nostra voce e sollecitare la rivisitazione totale di una strada abbandonata all’incuria più totale».



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