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«Stalking, un fenomeno in crescita»

«Stalking, un fenomeno in crescita»

Lanusei. I numeri dei casi trattati dalla Procura al convegno sul Codice rosso

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LANUSEI. Nel 2020 la Procura di Lanusei ha indagato su 54 episodi, nel 2021 su 56. Sono questi i numeri (che non tengono conto del sommerso) dell’inferno domestico e dell’odioso fenomeno dello stalking in Ogliastra, numeri illustrati dal sostituto procuratore Gualtiero Battisti nel corso della conferenza sul Codice rosso organizzata dall’Unione dei comuni d’Ogliastra e dal centro antiviolenza “Suor Giuseppina Demuro” nella sala consiliare di Lanusei. Numeri importanti, in aumento. Un dato che non deve essere necessariamente considerato negativo anche perché le novità introdotta dalla legislazione rendono più semplice procedere nei confronti del maltrattante.

Nel contempo il codice rosso obbliga le forze dell’ordine a formarsi per avere un approccio adeguato nei confronti delle vittime di maltrattamenti in famiglia che in questa maniera si fidano e denunciano più facilmente i loro aguzzini. Nell’intervento del magistrato hanno preso corpo alcuni casi. «Abbiamo indagato sulle violenza di un figlio verso la madre, culminato dopo una serie di ammonimenti e nella misura cautelare in carcere. C’è stato il caso – ha raccontato il magistrato – di una donna vittima di vessazioni continue che, al culmine della disperazione, aveva tentato il suicidio con un coltello e si è trovata ad essere accusata dal coniuge di averlo ferito».

Il tenente colonnello dei carabinieri, Dario Pini, già capitano della compagnia di Lanusei ora in servizio a Cosenza, si è invece soffermato sulla vulnerabilità delle vittime, sui tipi di violenze che non sono solo quelle fisiche. «Ricostruire la responsabilità in ordine alle violenze psicologiche è molto difficile. Da ciò – ha spiegato l’ufficiale dell'Arma – deriva l’importanza di coglier sin da subito il quadro delle pressioni psicologiche che portano all’annullamento dell’autostima e alla capacità di autodeterminarsi. Spesso la famiglia non aiuta». Per Gemma Demuro, avvocata del centro antiviolenza dell’Unione che si occupa da anni di casi di maltrattamenti, l’iniziativa, particolarmente partecipata e con una presenza significativa di uomini ha rappresentato un momento di riflessione sulla violenza di genere che può sfociare nel femminicidio e sulla nuova legislazione. «Il codice rosso, nonostante alcune lacune – ha commentato – , è uno strumento importante nella lotta alla violenza». (g.f.)

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