Un piano di infrastrutture per tre aree artigianali
di Alessandra Porcu
La Regione stanzia più di un milione di euro destinati a Birori, Borore e Bortigali L’assessora all’Industria Anita Pili: «Indispensabili fogne, rete idrica e strade»
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BIRORI. Birori, Borore e Bortigali. I tre paesi del Marghine sono, insieme con altri undici centri dell’isola, destinatari dei finanziamenti regionali per le zone artigianali. «Le risorse, pari a un milione e cento mila euro – sottolinea Silvia Cadeddu, sindaco di Birori, Comune capofila del progetto – ci consentiranno di riqualificare e rendere più attrattive le aree in questione. Nello specifico i fondi dovranno essere utilizzati per il rifacimento delle strade, quindi della viabilità interna, e dei marciapiedi. Per la segnaletica orizzontale e il decoro urbano. Questo non è che il primo passo verso l’auspicata rinascita. Un sistema di sviluppo basato sulla resilienza del nostro territorio».
Era da tempo che non venivano assegnate somme cospicue per un piano di rilancio come questo. «Esattamente da 12 anni – ha precisato l’assessore regionale all’Industria, Anita Pili, nell’incontro in programma ieri nel municipio di Birori –. La crescita non può prescindere dall’infrastrutturazione. Ecco perché riteniamo indispensabile scommettere sulle zone artigianali. Conosciamo bene le difficoltà di molti imprenditori costretti, ad esempio, a fare i conti con la mancanza di un sistema fognario, con l’assenza dell’illuminazione e dell’acqua potabile. E non ultima della fibra».
Lo scenario futuro prevede anche la creazione di una comunità energetica capace di calmierare il prezzo dell’elettricità. In grado di offrire benefici ad aziende e famiglie. «Puntiamo a una politica di vantaggio. L’obiettivo – rimarca il sindaco di Borore, Tore Ghisu – è garantire migliori condizioni di lavoro alle attività presenti e una maggiore dignità alle aree produttive nelle quali gravitano. È necessario renderle appetibili, creando le condizioni affinché alle imprese esistenti possano aggiungersene di nuove». Quelle che insistono sulle zone artigianali dei tre paesi sono poco meno di una cinquantina. Officine meccaniche, comparto del lapideo, autotrasporti, impiantistica, costruzioni.
«A Bortigali, per esempio – spiega il primo cittadino, Francesco Caggiari – esiste anche uno stabilimento in cui si lavora e viene essiccata la canapa sativa. Fare rete ci consentirà di essere più forti. Di ottenere benefici in più. Io e i miei colleghi amministratori siamo mossi dagli stessi intenti. Dalle medesime finalità. Se in futuro altri centri limitrofi vorranno unirsi a noi, saranno i benvenuti. L’unione fa la forza». Tra i beneficiari figura anche Bolotana con poco meno di 550 mila euro assegnati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Era da tempo che non venivano assegnate somme cospicue per un piano di rilancio come questo. «Esattamente da 12 anni – ha precisato l’assessore regionale all’Industria, Anita Pili, nell’incontro in programma ieri nel municipio di Birori –. La crescita non può prescindere dall’infrastrutturazione. Ecco perché riteniamo indispensabile scommettere sulle zone artigianali. Conosciamo bene le difficoltà di molti imprenditori costretti, ad esempio, a fare i conti con la mancanza di un sistema fognario, con l’assenza dell’illuminazione e dell’acqua potabile. E non ultima della fibra».
Lo scenario futuro prevede anche la creazione di una comunità energetica capace di calmierare il prezzo dell’elettricità. In grado di offrire benefici ad aziende e famiglie. «Puntiamo a una politica di vantaggio. L’obiettivo – rimarca il sindaco di Borore, Tore Ghisu – è garantire migliori condizioni di lavoro alle attività presenti e una maggiore dignità alle aree produttive nelle quali gravitano. È necessario renderle appetibili, creando le condizioni affinché alle imprese esistenti possano aggiungersene di nuove». Quelle che insistono sulle zone artigianali dei tre paesi sono poco meno di una cinquantina. Officine meccaniche, comparto del lapideo, autotrasporti, impiantistica, costruzioni.
«A Bortigali, per esempio – spiega il primo cittadino, Francesco Caggiari – esiste anche uno stabilimento in cui si lavora e viene essiccata la canapa sativa. Fare rete ci consentirà di essere più forti. Di ottenere benefici in più. Io e i miei colleghi amministratori siamo mossi dagli stessi intenti. Dalle medesime finalità. Se in futuro altri centri limitrofi vorranno unirsi a noi, saranno i benvenuti. L’unione fa la forza». Tra i beneficiari figura anche Bolotana con poco meno di 550 mila euro assegnati.
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