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Nuoro

«Io no vax pentita: vaccinatevi tutti»

di Luciano Piras
«Io no vax pentita: vaccinatevi tutti»

Galtellì. Appello di una 68enne trasportata d’urgenza, ora ricoverata ad Alghero. Positivo anche il marito rimasto a casa

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GALTELLÌ. «Vaccinatevi, e fatelo prima possibile. È l’unica via percorribile per vincere sul virus. Io mi sono pentita mille e mille altre volte per non averlo fatto a suo tempo». Caterina Rojch respira a fatica, bastano poche frasi al telefono ed è già stanca, affannata, anche se il peggio sembra essere passato. Deve fermarsi spesso per recuperare fiato. Nel suo letto del reparto, ha sempre la mascherina dell’ossigenoterapia a portata di mano, sia di giorno sia di notte. Ha 68 anni, la signora, e da un paio di giorni è ricoverata nell’ospedale civile di Alghero, dove è stata trasferita dopo un primo passaggio d’urgenza nell’ospedale di Sassari. A Sassari ci è arrivata qualche settimana fa in ambulanza, in emergenza, saturazione bassissima, trasportata direttamente dalla sua casa a Galtellì.

E a Galtellì è rimasto, solo in casa, il marito, Palmerio Zola, 64 anni, operaio, anche lui positivo al Covid, «anche lui non sta tanto bene – spiega la moglie –, spero che ci vada qualche medico, l’Usca magari, anche se è comunque in continuo contatto con i nipoti che vigilano a distanza». Moglie e marito si sentono tutti i giorni al telefono. Fino a qualche anno fa, gestivano un bar in paese. Sono una coppia molto conosciuta. Adesso Caterina e Palmerio parlano al cellulare, per una manciata di minuti, finché possono, poi devono chiudere per recuperare ossigeno. Lui può contare sui parenti, ma anche sulla solidarietà del paese, che in qualche modo non lo fa sentire mai solo. Lei è nelle mani dei medici, nessuno può andare a trovarla, il quadro clinico è in netto miglioramento ma la situazione è comunque difficile. «Piano, piano» sussurra ancora al telefono, tra un colpo di tosse e l’altro. «Devo ringraziare i medici e tutto il personale paramedico, hanno un cuore davvero grande. Mi stanno trattando benissimo» sottolinea dall’ospedale di Alghero. «Anche se sono molto indebolita, ora posso dire di essere in fase di recupero, ma sono stata troppo male, troppo male» ripete più volte, quasi incredula di poter raccontare la sua disavventura. Caterina Rojch era una no vax per paura, non tanto per convinzione o presa di posizione.

«Avevo paura – confessa –, paura degli effetti collaterali, paura per l’allergia di cui soffro. Per questo non avevo fatto il vaccino». «Ma me ne sono pentita mille volte. Se Dio vuole e se ne esco da questa sfida, farò il vaccino subito, prima possibile, appena me lo diranno i medici. Spero che anche tutti i miei compaesani lo facciano. Invito tutti a farlo, chi ha ancora dubbi è bene che i dubbi li metta da parte: il vaccino è l’unica via a darci sicurezza. Ora ne sono convinta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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