Tra sorrisi e disegni piccole star crescono con le vaccinazioni
di Luciano Piras
Successo della campagna pediatrica in via Kandinskij «Ogni domenica siamo sopra le 400 somministrazioni»
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NUORO. Il via vai è continuo, ma sempre ordinato. E i più ordinati, manco a farlo apposta, sono proprio loro: i bambini. C’è chi arriva per la prima dose, chi è già alla seconda. Ci sono genitori che si presentano con i moduli perfettamente compilati, chi ha bisogno di qualche chiarimento aggiuntivo, chi non sa come completare tutte le caselle. «Ma devo riportare il numero della mia tessera sanitaria o quello della tessera di mio figlio?». «La prenotazione per mia figlia?». «Devo segnare qui anche il nome del padre?» chiede una mamma. «Devo segnare anche il nome della madre?» chiede un babbo. Ogni domanda ha la sua risposta, nel centro vaccinale di via Kandinskij, riservato di domenica in domenica, dallo scorso fine dicembre, alle sole vaccinazioni pediatriche. «Stiamo avendo una buona risposta, al di sopra delle aspettative anche rispetto ad altre realtà locali», dice Antonio Sale, referente logistica e organizzativa del gruppo di lavoro nominato a suo tempo dalla Assl di Nuoro. «Ogni domenica – spiega – stiamo andando mediamente al di sopra dei 400 bambini, compresi nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni».
L’accoglienza è a base di sorrisi, ogni bambino viene chiamato per nome, ogni bambino è una star. Il gioco è l’ingrediente principale per stemperare eventuali paure davanti alla puntura. Le lacrimuccie sono davvero poche. A vagonate i disegni liberatori che bambini e bambine fanno nei quindici minuti di attesa prima dell’uscita, con il vaccino somministrato e già dimenticato. Le pareti della palestra dell’Istituto Ciusa trasformata in sede anti-Covid sono tappezzate di foglie e foglietti, colori, pensieri, slogan, firme. «Domenica 9 gennaio abbiamo somministrato 490 prime dosi, domenica 16 gennaio 411» ricostruisce Antonio Sale. Dati alla mano, sottolinea che «oggi, domenica 23 gennaio, stiamo assistendo a una netta riduzione delle somministrazioni, un calo dovuto al contesto generale di maggiori casi di positività e di quarantena, sperando poi non si traducano in reali casi di positività e si possa recuperare nelle successive domenica». La campagna vaccinale nel suo complesso è comunque un successo: «Nella prima settimana di gennaio siamo riusciti a fare sui 4mila vaccini, la seconda settimana abbiamo superato le 5.600 somministrazioni. Nella terza siamo già intorno alle 5mila. A causa del diffondersi della variante variante Omicron a metà febbraio potremo arrivare a 200/300 vaccini al giorno».
L’accoglienza è a base di sorrisi, ogni bambino viene chiamato per nome, ogni bambino è una star. Il gioco è l’ingrediente principale per stemperare eventuali paure davanti alla puntura. Le lacrimuccie sono davvero poche. A vagonate i disegni liberatori che bambini e bambine fanno nei quindici minuti di attesa prima dell’uscita, con il vaccino somministrato e già dimenticato. Le pareti della palestra dell’Istituto Ciusa trasformata in sede anti-Covid sono tappezzate di foglie e foglietti, colori, pensieri, slogan, firme. «Domenica 9 gennaio abbiamo somministrato 490 prime dosi, domenica 16 gennaio 411» ricostruisce Antonio Sale. Dati alla mano, sottolinea che «oggi, domenica 23 gennaio, stiamo assistendo a una netta riduzione delle somministrazioni, un calo dovuto al contesto generale di maggiori casi di positività e di quarantena, sperando poi non si traducano in reali casi di positività e si possa recuperare nelle successive domenica». La campagna vaccinale nel suo complesso è comunque un successo: «Nella prima settimana di gennaio siamo riusciti a fare sui 4mila vaccini, la seconda settimana abbiamo superato le 5.600 somministrazioni. Nella terza siamo già intorno alle 5mila. A causa del diffondersi della variante variante Omicron a metà febbraio potremo arrivare a 200/300 vaccini al giorno».
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