Non può vaccinarsi, infermiera sospesa

Aritzo. La donna ha rischiato di morire dopo la prima dose L’Aias l’ha allontanata dal servizio nonostante i certificati 

ARITZO. Si sposterà sul piano legale e sarà probabilmente il giudice del Lavoro ad occuparsi della vicenda della infermiera in forza all'Aias di Aritzo che non può essere vaccinata contro il Covid 19, e che è stata invitata a non presentarsi sul posto di lavoro, pur essendo in possesso di tutte le certificazioni mediche che attestano la pericolosità per la sua salute in caso di vaccinazione, e che quindi la esentano dal vaccino. Una vicenda al contrario rispetto a quelle che ormai ci siamo abituati a sentire dalle cronache pandemiche dell'ultimo anno. La professionista a inizio 2021 si è sottoposta alla prima dose. Shock anafilattico, corsa al pronto soccorso e farmaci salvavita, per poi ritrovarsi nei mesi successivi con numerosi problemi di salute. «Ha continuato a lavorare fino a novembre – spiega Pier Efisio Demurtas, sindacalista del Nursind –, fino a quando all'interno della struttura non sono state fatte le verifiche sul personale non vaccinato. Ovviamente è emerso che lei non aveva completato la vaccinazione. E pur essendo in possesso di tutte le certificazioni mediche, rilasciate dall’ospedale San Francesco di Nuoro, è stata invitata a non presentarsi in servizio. Da lì attraverso il sindacato è stato fatto un incontro con i vertici aziendali. La soluzione momentanea di usufruire di ferie non godute a dicembre, e la successiva decurtazione dello stipendio, sono stati poi i fatti che hanno caratterizzato questa vicenda». Nonostante questo grave rischio, l'infermiera si è sottoposta a ulteriori accertamenti sulle cause della sua allergia chiedendo di essere accompagnata alla seconda dose con un ricovero. Ma anche in quella sede i medici hanno caldamente sconsigliato la vaccinazione, esentandola nuovamente dall'obbligo vaccinale per motivi di salute. Di fatto però non può presentarsi sul posto di lavoro nonostante al recapito dell’ infermiera non sia mai pervenuta alcuna comunicazione scritta, ma solo comunicazioni verbali. Di una decina di giorni fa la richiesta presentata tramite la legale del sindacato Nursind, con la proposta di destinare l'infermiera a mansioni da svolgere senza entrare in contatto con gli ospiti della struttura e con gli stessi colleghi, a cui però non è seguita alcuna risposta. «Si tratta di una situazione delicata, che vede una dipendente, una professionista che lavora in quella struttura da 20 anni, sospesa dal servizio per un qualcosa che non dipende dalla sua volontà», rincara Demurtas. Da parte dell'Aias, la legale Ilaria Macciotta, spiega che «non siamo ancora in possesso di documentazione inerente questo caso».

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