Famiglia con il Covid sotto sfratto a Bosa, replica la giunta
di Alessandro Farina
BOSA. Dopo l’ennesimo appello della famiglia Caddeo, i cui componenti sono gioco forza chiusi in casa per la quarantena, non ci sono a quanto pare possibilità di trovare entro tempi brevi un alloggio....
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BOSA. Dopo l’ennesimo appello della famiglia Caddeo, i cui componenti sono gioco forza chiusi in casa per la quarantena, non ci sono a quanto pare possibilità di trovare entro tempi brevi un alloggio. A fare il punto della situazione, su una vicenda di lungo corso, è l’assessora comunale Maura Marongiu. «Già dal 2019, appena eletti, abbiamo assistito la famiglia e in particolare la signora reduce da un intervento chirurgico – dice Marongiu – garantendo per due volte la permanenza in un b&b. Con gli assistenti sociali abbiamo cercato di trovare una soluzione abitativa. Che in un primo momento sembrava mettere tutti d’accordo, ma che successivamente è stata rifiutata. Tengo a precisare che veniva garantiva loro assistenza economica per il canone d’affitto».
Una questione già emersa in passato, con la famiglia Caddeo a rimarcare che la soluzione si presentava sotto forma di un appartamento in condizioni pessime, con impianti da ristrutturare completamente. La speranza di Alfonso, Maria e Gianfranco Caddeo è infatti di ottenere una casa di edilizia pubblica residenziale. «Ma – ribadisce Maura Marongiu – risultano in graduatoria al decimo posto, con uno escluso per mancanza dei requisiti che li porterebbe alla 9. Gli alloggi già assegnati dal 2020 a oggi risultano però sei e al momento non abbiamo da Area comunicazione di alloggi liberi».
Resta però il problema che entro un breve lasso di tempo la famiglia dovrà lasciare la minuscola abitazione sul Lungotemo, appena inizieranno i lavori di ristrutturazione dello stabile. «Stante la situazione d'emergenza dovuta alla quarantena per il Covid, abbiamo contattato le associazioni di volontariato per fargli avere il necessario (spesa, acqua, ecc..). Cosa che hanno accettato solo le prime volte, ma poi in seguito rifiutato», conclude Maura Marongiu.
Una questione già emersa in passato, con la famiglia Caddeo a rimarcare che la soluzione si presentava sotto forma di un appartamento in condizioni pessime, con impianti da ristrutturare completamente. La speranza di Alfonso, Maria e Gianfranco Caddeo è infatti di ottenere una casa di edilizia pubblica residenziale. «Ma – ribadisce Maura Marongiu – risultano in graduatoria al decimo posto, con uno escluso per mancanza dei requisiti che li porterebbe alla 9. Gli alloggi già assegnati dal 2020 a oggi risultano però sei e al momento non abbiamo da Area comunicazione di alloggi liberi».
Resta però il problema che entro un breve lasso di tempo la famiglia dovrà lasciare la minuscola abitazione sul Lungotemo, appena inizieranno i lavori di ristrutturazione dello stabile. «Stante la situazione d'emergenza dovuta alla quarantena per il Covid, abbiamo contattato le associazioni di volontariato per fargli avere il necessario (spesa, acqua, ecc..). Cosa che hanno accettato solo le prime volte, ma poi in seguito rifiutato», conclude Maura Marongiu.
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