A MancaSpazio da domani i lavori di Roberto Chessa
“Tracce di tensione”, prima mostra personale in Sardegna di Roberto Chessa, viene inaugurata domani nella galleria MancaSpazio. Chessa è nato a Nuoro nel 1978. È un artista, pittore e danzatore...
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“Tracce di tensione”, prima mostra personale in Sardegna di Roberto Chessa, viene inaugurata domani nella galleria MancaSpazio. Chessa è nato a Nuoro nel 1978. È un artista, pittore e danzatore professionista di breakdance. Fin dall’adolescenza si interessa alla pittura, frequenta l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Sassari. Dal 2011 al 2015 vive a Londra, tornato in Sardegna frequenta la scuola di pittura di Giovanni Manunta, in arte Pastorello. Attualmente vive e lavora a Sassari dove porta avanti la sua ricerca artistica, sia come danzatore che come pittore.
Con oltre trenta opere esposte, di cui la maggior parte inedite, realizzate negli ultimi anni e su differenti supporti, la mostra vuole raccontare l’universo artistico di Chessa a tutto tondo. Attraverso la pittura Roberto Chessa riduce lo spazio in forme geometriche, semplificando graficamente i
soggetti rappresentati, spiega la curatrice Chiara Manca: «Il fruitore davanti alle sue opere ha visione tersa e limpida di ciò che è rappresentato. L’occhio non ha bisogno di cercare punti focali differenti, anzi, è accompagnato dall’artista in un percorso senza ostacoli e deviazioni. Osservare un quadro di Chessa è come viaggiare sulla Eyre Highway: non ci sono curve».
La mostra resta aperta dal 4 al 19 febbraio (dal martedì al sabato dalle 18 alle 20) in via della Pietà 11.
Con oltre trenta opere esposte, di cui la maggior parte inedite, realizzate negli ultimi anni e su differenti supporti, la mostra vuole raccontare l’universo artistico di Chessa a tutto tondo. Attraverso la pittura Roberto Chessa riduce lo spazio in forme geometriche, semplificando graficamente i
soggetti rappresentati, spiega la curatrice Chiara Manca: «Il fruitore davanti alle sue opere ha visione tersa e limpida di ciò che è rappresentato. L’occhio non ha bisogno di cercare punti focali differenti, anzi, è accompagnato dall’artista in un percorso senza ostacoli e deviazioni. Osservare un quadro di Chessa è come viaggiare sulla Eyre Highway: non ci sono curve».
La mostra resta aperta dal 4 al 19 febbraio (dal martedì al sabato dalle 18 alle 20) in via della Pietà 11.
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