La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Man riparte dai dipinti di Levi

di Luca Urgu
Il Man riparte dai dipinti di Levi

La mostra racconta l’incontro tra l’artista e i paesi della Barbagia più isolata: Orune e Orgosolo

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NUORO. Possiamo apprezzare i suoi scritti, acuti e profondi sulla questione meridionale e sulla Sardegna inserita ovviamente in questo contesto. Scoprire e ammirare i suoi dipinti – sì, perché non tutti lo conoscono questa veste di uno dei più acuti intellettuali del Novecento. Ma ieri al Man di Nuoro nella giornata di inaugurazione di una mostra Carlo Levi: Tutto il miele è finito. La Sardegna, la pittura (a cura di Giorgina Bertolino) in occasione dei 120 anni della nascita, è stato possibile sentire la testimonianza di chi con lui ben settant’anni fa ha condiviso la fase di ricerca, di raccolta di testimonianze poi confluite in quel volume edito nel 1964 e che punta il focus sulle condizioni delle zone interne. E in particolare dei territori di Nuoro, Orune e Orgosolo dove si concentrò l’attenzione di Levi. «L’ho conosciuto sì, anzi si può dire che mi ha sfrattato dal mio letto» dice con l’ironia tipica del suo paese Giovanni Pala Mundanu, nella cui abitazione di Orune Levi soggiornò per una ventina di giorni . «Era il 1952 – aggiunge l’insegnante in pensione di 89 anni (elegantissimo) accompagnato dalla moglie Gina Contu e dal suo amico e collega Giovanni Puggioni, 83 anni –. Stava sempre fuori e si intratteneva con gli anziani, ascoltava le testimonianze, osservava con grande attenzione, e noi quando serviva lo accompagnavamo e gli facevamo da traduttori» dice Pala Mandanu che negli anni successivi assieme a Puggioni, Gianni Berria ed altri visse l’eroica esperienza del maestro itinerante che portava l’istruzione tra i pastori delle campagne. La mostra documenta l’intero arco della sua ricerca con 89 opere tra disegni e incisioni dal 1925 ai primi anni Settanta. Si avvale della collaborazione con la Fondazione Carlo Levi di Roma e sei prestiti di musei, collezioni pubbliche e private. L’antologica è arricchita dal progetto speciale di residenza produttiva che ha visto coinvolta l’artista Vittoria Soddu che ha realizzato un doc film di 30 minuti in sinergia con la Fondazione Sardegna film commission che si può ammirare nel percorso espositivo. «È una mostra davvero importante a cui si lavorava da due anni grazie all’impegno del precedente direttore Luigi Fassi e all’intero staff del museo. Siamo molto orgogliosi di averla al Man con questa complessità e varietà nelle opere e con un filo che unisce Levi agli altri grandi artisti sardi della nostra collezione – ha detto il presidente del Man Tonino Rocca –. Pensate che a Torino, la sua città, in occasione di un anniversario così importante non esiste una mostra antologica come la nostra. Un dato che ci fa ipotizzare di aver programmato bene e di attirare nuovamente i visitatori nel museo che per cinque mesi sarà quasi completamente riservato al mondo di Carlo Levi». Prima uscita pubblica per la nuova direttrice Chiara Gatti, apparsa subito ottimista e piena di energia per un incarico che vive con entusiasmo e voglia di fare bene. «Chi mi ha preceduto ha fatto un ottimo lavoro che in questi primi giorni sto toccando con mano – ha sottolineato la direttrice che si continuerà nella mission di un museo con un dna ben preciso ma proiettato sull’internazionalità –. Abbiamo le idee chiare a breve si capirà meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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