La Nuova Sardegna

Nuoro

Espropri, ditta condannata a restituire 450mila euro

di Luciano Piras
Espropri, ditta condannata a restituire 450mila euro

Dopo oltre venti anni di battaglia legale il tribunale dà ragione al Comune L’amministrazione pagò una somma notevolmente superiore al dovuto

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NUORO. Dopo tante sentenze che caricano sulle casse del Comune debiti fuori bilancio per diverse cause legate ai espropri di decenni fa, stavolta è l’amministrazione civica a vincere la battaglia legale. Il tribunale di Nuoro, infatti, ha appena condannato una ditta privata nuorese, gli eredi Sanna-Masuri, a restituire al Comune la somma di circa 450mila euro. La vicenda giudiziaria trae origine da un esproprio e conseguente occupazione di un’area nell’abitato di Nuoro, in zona Badu ’e Carros, per la realizzazione di alcune opere di pubblica utilità.

L’esproprio risale ai primi anni Novanta. I proprietari delle aree occupate dal Comune, non ritenendo congruo il risarcimento determinato dall’amministrazione civica aveva adito il tribunale di Nuoro per la riquantificazione dell’importo dovuto. Con sentenza del 2000 lo stesso tribunale di Nuoro accolse la domanda dei privati condannando il Comune a corrispondere ai medesimi oltre un miliardo di vecchie lire. Il Comune ottemperò alla sentenza ma ricorse in appello. «La Corte d’Appello – dice il legale del Comune, l’avvocato Priamo Siotto, ha accolto la nostra impugnazione ritenendo come dovuta dal Comune una somma notevolmente inferiore».

I proprietari delle aree tuttavia hanno proposto ricorso per Cassazione. «Ma anche la Suprema Corte – prosegue l’avvocato Siotto – ha confermato la sentenza della Corte d’Appello». Dopo oltre venti anni dunque l’amministrazione comunale ha nuovamente adito il tribunale di Nuoro per chiedere la restituzione di quanto dovuto e illegittimamente trattenuto dai proprietari espropriati. «Il Tribunale di Nuoro – va avanti ancora l’avvocato cassazionista –, ha accolto la legittima richiesta del Comune di ottenere la restituzione della somma percepita ingiustamente dai privati e, seppure dopo oltre venti anni, l’amministrazione comunale potrà recuperare la somma a suo tempo indebitamente versata, comprensiva di interessi e spese». Tuttavia, almeno in linea teoria, la vicenda potrebbe proseguire qualora i privati dovessero ancora resistere impugnando l’ultima sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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