udienza gup
Atti persecutori sulla ex fidanzata: condannato a 1 anno e 6 mesi
NUORO. Si era calato dal tetto alla veranda dell’abitazione dell’ex fidanzata, e aveva approfittato di una finestra aperta per entrare nel suo appartamento. Con comportamenti ripetuti nel tempo, e in...
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NUORO. Si era calato dal tetto alla veranda dell’abitazione dell’ex fidanzata, e aveva approfittato di una finestra aperta per entrare nel suo appartamento. Con comportamenti ripetuti nel tempo, e in parte contestati in altri procedimenti, Gianni Antonello Moreddu Casu, originario di Mores (difeso dall’avvocato Danilo Mattana), ieri ha chiesto ed ottenuto di patteggiare la pena a 1 anno e 6 mesi, con l’accusa di atti persecutori e violazione di domicilio. La vicenda vedeva come protagonista il persecutore e la vittima: Sara Chessa, una donna di Torpè (che si è costituita parte civile con l’avvocata Martina Cocco), che aveva intrattenuto una relazione con l’uomo. Ad un certo punto, gli aveva manifestato esplicitamente la volontà di non volerlo più vedere. Gli atti persecutori erano stati posti in essere dall’imputato tra settembre e ottobre 2021.
In più occasioni, oltre all’intrusione nell’abitazione dell’ex fidanzata, l’uomo l’aveva minacciata pesantemente. Parlando al telefono con la persona presso la quale Sara Chessa lavorava, aveva detto chiaramente che se lei non avesse ritirato una denuncia che aveva sporto contro di lui, le avrebbe scaricato il caricatore della pistola in testa. Non solo: tartassava e ossessionava la donna con messaggi telefonici nei quali scriveva “mitroverai sempre ed ovunque” e, inoltre, per due volte, in occasione di incontri casuali per strada, l’imputato aveva mimato con il dito il gesto del taglio della gola. Comportamenti che avevano fatto maturare nella donna un grave stato di ansia e paura, al punto che aveva deciso di denunciarlo.
Ieri il gup Giacomo Ferrando ha accolto la richiesta di applicazione della pena, formulata in base all’accordo raggiunto tra imputato e pubblico ministero. (k.s.)
In più occasioni, oltre all’intrusione nell’abitazione dell’ex fidanzata, l’uomo l’aveva minacciata pesantemente. Parlando al telefono con la persona presso la quale Sara Chessa lavorava, aveva detto chiaramente che se lei non avesse ritirato una denuncia che aveva sporto contro di lui, le avrebbe scaricato il caricatore della pistola in testa. Non solo: tartassava e ossessionava la donna con messaggi telefonici nei quali scriveva “mitroverai sempre ed ovunque” e, inoltre, per due volte, in occasione di incontri casuali per strada, l’imputato aveva mimato con il dito il gesto del taglio della gola. Comportamenti che avevano fatto maturare nella donna un grave stato di ansia e paura, al punto che aveva deciso di denunciarlo.
Ieri il gup Giacomo Ferrando ha accolto la richiesta di applicazione della pena, formulata in base all’accordo raggiunto tra imputato e pubblico ministero. (k.s.)
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