Cisl, Ariu confermata alla guida
di Nino Muggianu
Eletta all’unanimità all’undicesimo congresso generale appena chiuso all’Hotel Ispinigoli di Dorgali
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NUORO. Maria Luisa Ariu è stata confermata all’unanimità segretaria generale della Cisl. È questo il risultato del voto dell’undicesimo congresso dell’Unione sindacale territoriale riunito nella sala convegni dell’Hotel Ispinigoli di Dorgali. La partecipazione, ridotta in presenza solo a un centinaio di delegati e dirigenti della struttura al fine di limitare l’esposizione al rischio contagio da Covid-19, è stata garantita anche online agli assenti che non hanno potuto presenziare fisicamente proprio perché in quarantena o in malattia. Dopo la relazione della segretaria generale Maria Luisa Ariu, l’ampio dibattito sviluppatosi, l’intervento del segretario generale della Cisl sarda Gavino Carta e le conclusioni del segretario confederale Giorgio Graziani, i delegati del congresso hanno eletto i nuovi componenti il consiglio generale della Cisl nuorese. Il consiglio generale ha poi rieletto all’unanimità segretaria generale la stessa Ariu e come componenti della sua segreteria Massimo Tuveri e Antonello Mannea.
La neo segretaria era subentrata nell’ottobre 2019 a Michele Fele e ha guidato la struttura Cisl in questi due difficili anni caratterizzati dalla pandemia. Nel suo discorso di apertura ha messo in luce le principali problematiche del territorio nuorese dando spunto a numerosi e interessanti interventi di settore che hanno presentato il quadro di un territorio in grande affanno, dove le gravi carenze infrastrutturali presenti e lamentate ben prima dell’avvento della crisi pandemica non hanno potuto che peggiorare, acuendo le sofferenze in tutti gli ambiti ma particolarmente nel sistema produttivo e sanitario, con forti ripercussioni sui bilanci familiari, le diseguaglianze sociali e il benessere della popolazione.
Grande attenzione è stata data a quello che è stato definito il problema generatore di altri ad esso collegati, ovvero quello dello spopolamento. L’urgenza di porre un argine all’abbandono dei nostri territori e alla riduzione dei servizi pubblici decentrati, che già è ben tenuta in conto da molti amministratori locali del Nuorese, deve trovare urgente risposta con quanto disposto nell’ultima finanziaria regionale e con tutti gli sforzi di ciascun attore del territorio per tentare di ridurre quei gap infrastrutturali che oggi favoriscono l’emigrazione dei residenti, soprattutto quelli dei paesi più isolati. Nella relazione non sono mancati passaggi significativi sulla sanità, sulle difficoltà di una popolazione sempre più anziana che non riesce a trovare giuste risposte alle esigenze legate alle proprie accresciute fragilità, sulla povertà in crescita anche a causa dell’aumento dei costi di beni primari, sulla crisi del servizi pubblici – dove ormai il personale non riesce più a fronteggiare adeguatamente le richieste dell’utenza a causa del mancata sostituzione del personale che in questi anni è andato in pensione –, della disoccupazione giovanile e adulta e del sistema formativo nel suo complesso. Quest’ultimo non è attualmente in grado di intercettare le necessità di specializzazione necessarie all’attuale configurazione del mondo del lavoro e non pone argini al fenomeno per il quale anche dove le occasioni di lavoro esistono non si riesce a trovare disponibilità di candidati con curricoli adeguati.
La neo segretaria era subentrata nell’ottobre 2019 a Michele Fele e ha guidato la struttura Cisl in questi due difficili anni caratterizzati dalla pandemia. Nel suo discorso di apertura ha messo in luce le principali problematiche del territorio nuorese dando spunto a numerosi e interessanti interventi di settore che hanno presentato il quadro di un territorio in grande affanno, dove le gravi carenze infrastrutturali presenti e lamentate ben prima dell’avvento della crisi pandemica non hanno potuto che peggiorare, acuendo le sofferenze in tutti gli ambiti ma particolarmente nel sistema produttivo e sanitario, con forti ripercussioni sui bilanci familiari, le diseguaglianze sociali e il benessere della popolazione.
Grande attenzione è stata data a quello che è stato definito il problema generatore di altri ad esso collegati, ovvero quello dello spopolamento. L’urgenza di porre un argine all’abbandono dei nostri territori e alla riduzione dei servizi pubblici decentrati, che già è ben tenuta in conto da molti amministratori locali del Nuorese, deve trovare urgente risposta con quanto disposto nell’ultima finanziaria regionale e con tutti gli sforzi di ciascun attore del territorio per tentare di ridurre quei gap infrastrutturali che oggi favoriscono l’emigrazione dei residenti, soprattutto quelli dei paesi più isolati. Nella relazione non sono mancati passaggi significativi sulla sanità, sulle difficoltà di una popolazione sempre più anziana che non riesce a trovare giuste risposte alle esigenze legate alle proprie accresciute fragilità, sulla povertà in crescita anche a causa dell’aumento dei costi di beni primari, sulla crisi del servizi pubblici – dove ormai il personale non riesce più a fronteggiare adeguatamente le richieste dell’utenza a causa del mancata sostituzione del personale che in questi anni è andato in pensione –, della disoccupazione giovanile e adulta e del sistema formativo nel suo complesso. Quest’ultimo non è attualmente in grado di intercettare le necessità di specializzazione necessarie all’attuale configurazione del mondo del lavoro e non pone argini al fenomeno per il quale anche dove le occasioni di lavoro esistono non si riesce a trovare disponibilità di candidati con curricoli adeguati.
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