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Nuoro

Tutti pazzi per la biblioteca storica di villa Piercy

di Federico Sedda
Tutti pazzi per la biblioteca storica di villa Piercy

Bolotana. Inaugurata due anni fa, è diventata una delle mete più frequentate da visitatori e curiosi

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BOLOTANA. Inaugurata appena due anni fa, la biblioteca storica di villa Piercy, a Badde Salighes, sui monti di Bolotana, peraltro ancora da completare, è diventata uno dei punti più interessanti delle visite guidate all’interno della struttura residenziale realizzata alla fine dell’Ottocento da Benjamin Piercy: l’ingegnere e imprenditore inglese, costruttore delle ferrovie sarde e fondatore del villaggio montano e della vicina azienda agricola di Padru Mannu. La villa, di proprietà dell’Unione dei Comuni del Marghine che ne ha curato il recupero e la ristrutturazione, è gestita dalla Pro loco di Bolotana, mentre la biblioteca, che si trova nel seminterrato dell’edificio, è affidata alle cure dell’associazione culturale “Benjamin Piercy”, presieduta dall’ex assessore del Comune di Bolotana, Mario Bussa. «Due anni fa – dice il presidente del sodalizio – abbiamo messo in campo un progetto che riguardava la costituzione della biblioteca storica. L’iniziativa ha già compiuto i primi passi con l’esposizione di una serie di collane e di numerosi libri, alcuni dei quali appartenuti alla famiglia Piercy». Il libro più prezioso, allo stato attuale, è sicuramente quello che Benjamin Piercy donò alla figlia Arabella nel 1855 con dedica e firma. Si tratta di un volume di oltre mille pagine, ovviamente scritte in inglese, che raccoglie studi sulla storia e la lingua della Gran Bretagna e, in particolare del Galles, di cui la famiglia Piercy era originaria. Nella biblioteca di Badde Salighes possono essere consultati anche i 41 volumi della rivista “I quaderni bolotanesi”, nata nel 1974. In alcuni di questi volumi è ricostruita la storia dei Piercy fino a donna Vera, nipote di Benjamin, moglie dell’ambasciatore Giorgio Mameli e l’ultima abitante della villa fino agli anni 60 del secolo scorso. Possono essere consultati anche alcuni disegni dell’ingegner Piercy riguardanti la costruzione delle ferrovie sarde e, in particolare, la stazione di Sassari. «La finalità del nostro progetto ancora in corso – fa sapere Mario Bussa – è quella di recuperare documenti, libri, manoscritti e foto riguardanti non solo Badde Salighes e la famiglia Piercy, ma anche la storia della Sardegna e del nostro territorio. Alcuni volumi ci sono stati donati dalla signora Giorgina Mameli Giustiniani, pronipote di Benjamin Piercy e figlia di donna Vera. Altri sono stati acquistati con il contributo della Regione Sardegna. All’iniziativa – sottolinea il presidente dell’associazione culturale – può, però, collaborare chiunque abbia libri tematici e materiale storico. Una volta acquisito questo patrimonio di immenso valore per la storia del nostro territorio – conclude Bussa – procederemo alla digitalizzazione dell’archivio che metteremo a disposizione di tutti e, in particolare, di storici, studenti e ricercatori».

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