Mulino Gallisai, appalto in estate
di Francesco Pirisi
Incontro in Comune con il pool di progettisti: la struttura ospiterà aule e laboratori dell’università
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NUORO. Progettazione al punto di svolta per l’ex mulino Gallisai, che diventerà la sede dell’attività didattica dell’università. L’amministrazione civica ha incontrato il gruppo degli ingegneri a cui è stato affidato lo studio per la ristrutturazione dell’immobile, situato nel rione San Pietro. «Ci si è confrontati sulle diverse soluzioni dell’organizzazione interna dei locali – spiega il vice sindaco Fabrizio Beccu – e, in particolare, sulla collocazione di aule e laboratori».
Il gruppo tecnico è composto da professionisti sardi e della penisola. Il confronto con gli amministratori e i dirigenti del settore dei lavori pubblici potrà consentire di accelerare l’iter della progettazione. Tanto che già si cominciano a ipotizzare i tempi dell’appalto dei lavori: «Il bando di appalto – dice ancora Beccu – credo lo si possa fare all’inizio dell’estate, per poi iniziare i lavori in settembre». A confermare l’intenzione di velocizzare il percorso anche la quasi certezza che l’équipe tecnica passi direttamente alla redazione del progetto esecutivo, senza ulteriori confronti col Comune. L’intervento edilizio comporterà una spesa di circa 12 milioni di euro.
Di questi fondi oltre 5 milioni sono di derivazione del primo finanziamento regionale, assegnato oltre un decennio fa, quando nella sede dell’antica azienda dei Guiso Gallisai si pensava di realizzare un centro culturale, per lo studio e la valorizzazione dell’identità locale.
I fondi ammontavano da allora a una dozzina di milioni di euro. Sennonché una parte è stato necessario impiegarla per mettere in sicurezza lo stabile, di proprietà della Regione, danneggiato da un incendio. La realizzazione di aule e laboratori per l’università è all’interno del Piano delle periferie. Un intervento di riqualificazione urbana e creazione di servizi, cittadini e territoriali, nelle tre direttrici della conoscenza, dello sport e del verde urbano. Piano finanziato nel 2016 dal ministero delle Infrastrutture e poi sostenuto dall’amministrazione regionale di centrosinistra, guidata dal governatore Francesco Pigliaru, con una parte dei fondi del piano di rilancio del Nuorese.
Complessivamente disponibili 29 milioni di euro, ma che nelle previsioni dovrebbero arrivare a un investimento di oltre 35, grazie alla partecipazione della componente privata, titolare di nuovi impianti e servizi, anche a supporto dell’università. Il piano è stato suddiviso in 22 lotti, con altrettanti bandi di progettazione (di rango internazionale) e successivi cantieri edili.
Il nuovo complesso per l’università avrà una delle sue due componenti nell’ex Artiglieria, che ospiterà il campus per gli studenti. Parte quest’ultima dove si è alla fase dell’inizio dei lavori.
Anche se si tratta solo di un primo lotto tra gli interventi, riguardante gli alloggi e i servizi del campus, tra quelli programmati nell’ex presidio militare. Vale circa 3 milioni e mezzo di lavori, dei 14 milioni complessivi impegnati dal piano. Tra gli oltre venti progetti preventivati quelli per la viabilità urbana. Sarà riqualificata, con il rifacimento dei sottoservizi e del manto di bitume. Vi si spenderanno 3 milioni e 300mila euro. Altro fronte del piano la parte che va sotto il nome di “slarghi e piazze”. I primi cantieri hanno aperto in via Lombardia e Toscana, e in piazza Veneto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il gruppo tecnico è composto da professionisti sardi e della penisola. Il confronto con gli amministratori e i dirigenti del settore dei lavori pubblici potrà consentire di accelerare l’iter della progettazione. Tanto che già si cominciano a ipotizzare i tempi dell’appalto dei lavori: «Il bando di appalto – dice ancora Beccu – credo lo si possa fare all’inizio dell’estate, per poi iniziare i lavori in settembre». A confermare l’intenzione di velocizzare il percorso anche la quasi certezza che l’équipe tecnica passi direttamente alla redazione del progetto esecutivo, senza ulteriori confronti col Comune. L’intervento edilizio comporterà una spesa di circa 12 milioni di euro.
Di questi fondi oltre 5 milioni sono di derivazione del primo finanziamento regionale, assegnato oltre un decennio fa, quando nella sede dell’antica azienda dei Guiso Gallisai si pensava di realizzare un centro culturale, per lo studio e la valorizzazione dell’identità locale.
I fondi ammontavano da allora a una dozzina di milioni di euro. Sennonché una parte è stato necessario impiegarla per mettere in sicurezza lo stabile, di proprietà della Regione, danneggiato da un incendio. La realizzazione di aule e laboratori per l’università è all’interno del Piano delle periferie. Un intervento di riqualificazione urbana e creazione di servizi, cittadini e territoriali, nelle tre direttrici della conoscenza, dello sport e del verde urbano. Piano finanziato nel 2016 dal ministero delle Infrastrutture e poi sostenuto dall’amministrazione regionale di centrosinistra, guidata dal governatore Francesco Pigliaru, con una parte dei fondi del piano di rilancio del Nuorese.
Complessivamente disponibili 29 milioni di euro, ma che nelle previsioni dovrebbero arrivare a un investimento di oltre 35, grazie alla partecipazione della componente privata, titolare di nuovi impianti e servizi, anche a supporto dell’università. Il piano è stato suddiviso in 22 lotti, con altrettanti bandi di progettazione (di rango internazionale) e successivi cantieri edili.
Il nuovo complesso per l’università avrà una delle sue due componenti nell’ex Artiglieria, che ospiterà il campus per gli studenti. Parte quest’ultima dove si è alla fase dell’inizio dei lavori.
Anche se si tratta solo di un primo lotto tra gli interventi, riguardante gli alloggi e i servizi del campus, tra quelli programmati nell’ex presidio militare. Vale circa 3 milioni e mezzo di lavori, dei 14 milioni complessivi impegnati dal piano. Tra gli oltre venti progetti preventivati quelli per la viabilità urbana. Sarà riqualificata, con il rifacimento dei sottoservizi e del manto di bitume. Vi si spenderanno 3 milioni e 300mila euro. Altro fronte del piano la parte che va sotto il nome di “slarghi e piazze”. I primi cantieri hanno aperto in via Lombardia e Toscana, e in piazza Veneto.
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