La Nuova Sardegna

Nuoro

«Chiarezza sul debito della Satta»

di Francesco Pirisi
«Chiarezza sul debito della Satta»

Pd e Progetto per Nuoro incalzano la giunta Soddu: «Manca la volontà di tenere in vita la biblioteca»

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NUORO. C’è ancora la biblioteca Satta a contrapporre la maggioranza e i gruppi di minoranza di sinistra in Consiglio comunale. Ieri i Pd Carlo Prevosto e Natascia Demurtas, insieme alla collega di Progetto per Nuoro, Lisetta Bidoni, hanno comunicato il deposito di un’interrogazione, la seconda sull’argomento, per conoscere le iniziative dell’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Soddu, sul debito del Comune nei confronti del consorzio. Questo perché proprio una settimana fa dagli uffici bibliotecari di piazza Asproni è partita una notifica al municipio, con la parcella di un milione e 36mila euro. Somma ritenuta il debito accumulato dall’amministrazione civica, dal 2016 al 2021, per il mancato versamento per intero della quota sociale di 293mila euro annui.

Gli interroganti chiedono al sindaco e alla giunta «quali azioni intendano porre in essere per onorare il debito, nei confronti del consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta». La domanda è a risposta scritta: «Rappresenta l’unico modo – dicono i tre consiglieri – per avere risposte concrete, senza eludere l’oggetto sul quale verte l’interrogazione stessa». Tanto che, fanno sapere sin da ora, «nel caso non ci fosse una risposta, utilizzeremo lo strumento dell’accesso civico. In quel caso, se i quesiti dovessero rimanere ancora inevasi – spiegano Demurtas, Prevosto e Bidoni – si violerebbe, prima che lo statuto o il regolamento consiliare, una norma dello Stato».

Il conto al Comune l’ha presentato la commissaria liquidatrice, Maria Rita Pira, chiamata dalla Regione a chiudere definitivamente l’esistenza del consorzio e sostituirlo con una fondazione. La funzionaria ha inviato anche una richiesta di pagamento di quote ritenute insolute alla Provincia, l’altro ente-socio del Consorzio, che sarebbe invece debitrice di circa 600mila euro. La messa in mora è entrata nella più generale operazione della Regione di sciogliere sia il consorzio della biblioteca e sia dell’università, commissariati da una dozzina di anni, e costituire al loro posto due fondazioni. La novità più grossa è il cambio di titolarità, trasferita alla Regione, anche se i due vecchi enti proprietari sono ricompresi nel consiglio direttivo, insieme alle università di Cagliari e Sassari. È l’operazione affidata l’anno passato a due norme del consiglio regionale. Contro le quali la risposta del sindaco Soddu e dall’intera maggioranza è stata di rabbia e fastidio profondo. Tanto che nelle settimane scorse è partito un ricorso, affinché le due leggi siano sottoposte al vaglio della Corte Costituzionale. Si evidenzia un atto lesivo, da parte della Regione, delle prerogative, a iniziare dalle funzioni amministrative nella “pubblica lettura”, «che le norme dello Stato assegnano agli enti locali», è stato il concetto espresso dal sindaco.

L’opposizione di sinistra in Consiglio comunale anche ieri ha contestato la presa di posizione di Andrea Soddu: «In questi mesi ha parlato di “scippo”, gridato contro la Regione e, in particolare, contro un nostro rappresentante a Cagliari – hanno dichiarato Bidoni, Demurtas e Prevosto – quando proprio il fatto che il Comune sia debitore di oltre un milione di euro, denota la sua scarsa volontà di sostenere la vita della biblioteca». E così mentre la maggioranza civica che guida il Comune, punta sulle vie legali, la minoranza fa diventare il presente e futuro della biblioteca la madre di tutte le battaglie politiche: «Già nel settembre dell’anno passato chiedevamo lumi sul debito del Comune nei confronti della biblioteca. Ma la richiesta, con risposta scritta è stata elusa dal sindaco e dalla sua giunta. Oggi capiamo perfettamente il perché di quell’atteggiamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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