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Truffa del fotovoltaico: chiesta una condanna

Truffa del fotovoltaico: chiesta una condanna

Titolare della Multinvest e dipendente a processo per non aver attivato l’impianto come da contratto

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NUORO. Damiano Zucca, titolare della Multinvest che fornisce pannelli fotovoltaici, e Michele Zedde suo ex dipendente (difesi dagli avvocati Antonio Incerpi e Andrea Murreli) sono finiti a processo davanti al giudice Claudia Falchi Delitala con l’accusa di truffa. Secondo il pm Riccardo Belfiori, gli imputati, in particolare il titolare della società, incassavano i soldi degli impianti che i clienti pagavano, spesso accendendo una finanziaria, ma che, alla fine, non venivano attivati. Com’è successo alla nuorese Donatella Chironi che si è costituita parte civile con l’avvocato Basilio Brodu. Ieri, prima della chiusura dell’istruttoria, Zedde ha chiesto di sottoporsi all’esame. Ha spiegato di come lui si recava dai clienti, faceva la proposta di acquisto dei pannelli che era legata a un finanziamento, spiegava loro il funzionamento dell’impianto, e come avrebbero potuto detrarre le spese dalla dichiarazione dei redditi. Il giudice, quindi, ha dato la parola al pm che ha esordito dicendo: «Dal quadro probatorio è emersa la piena responsabilità del titolare dell’impresa che aveva installato a casa Chironi un impianto fotovoltaico per un valore di 16mila euro, lasciandolo però incompiuto. Mancava infatti l’ultimo passaggio: l’attivazione dell’impianto da parte dell’Enel che rientrava nel contratto». Il pm ha chiuso chiedendo per Zucca la condanna a 1 anno, mentre per Zedde l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Anche la parte civile si è associata alle richieste della pubblica accusa. «Le motivazioni delle conclusioni – ha detto l’avvocato Brodu – sono legate a quanto è emerso dall’istruttoria dibattimentale, ossia la condotta di truffa attraverso una tipologia di circostanza già elencate nel capo di imputazione: aver promesso al cliente di farsi carico di un impianto fotovoltaico, e di averlo fatto funzionare con gli ultimi lavori di allaccio da parte dell’Enel. Elementi comprovati nei confronti di Zucca da dati probatori che, invece, non sono risultati per Zedde. Trattative e raggiri sono emersi durante l’istruttoria dai passi testimoniali. Inoltre – ha aggiunto – le dichiarazioni della persona offesa sono credibili e riscontrate attraverso messaggi e documentazione acquisiti all’interno del fascicolo. Zucca, infine, si era reso irreperibile e aveva chiuso ogni forma di comunicazione. Aveva però incassato l’assegno che era legato al contratto che la signora Chironi aveva sottoscritto».

Se soddisfazione è stata espressa dall’avvocato di Zedde per le richieste di assoluzione, di «imbarazzo» ha parlato, invece, il difensore di Zucca. «Non si può parlare di truffa se manca solo l’ultimo adempimento che serviva per l’opera – ha detto l’avvocato Incerpi prima di chiedere l’assoluzione –. L’impianto è stato installato e pagato regolarmente. Stiamo parlando di 1.100 euro su 14.950. Si tratta di inadempimenti non di truffa. In questa sede si è amplificato moltissimo, come che qualcuno si fosse preso i soldi senza realizzare nulla». Il 19 aprile è prevista la sentenza. (k.s.)

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