Tziu Daga, poeta massaju che ha dato voce al popolo
di Alessandro Mele
Nato nel 1833 e morto nel 1898, semianalfabeta, i suoi versi sono nella leggenda Amico dell’avvocato giornalista e poi vate di Barbagia Sebastiano Satta
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NUORO. «Un uomo festoso e amante della compagnia». «Esempio ancora attuale di uguaglianza tra le classi sociali». E ancora: «Un modello per i giovani poeti per quanto riguarda stile e linguistica». Tre poeti nuoresi di tre generazioni diverse raccontano il mito di Nicola Porcu Deiana, più noto alla storia come tziu Daga. Capostipite di una famiglia di poeti improvvisatori nasce a Nuoro nel 1833, massaju, contadino nell’anima e nei costumi, dà il via a una genealogia di poeti in lingua sarda nuorese e di studiosi. Sono, infatti, suoi discendenti diretti il pronipote poeta Antonio Porcu e il meno noto nipote Nicola omonimo del Nicola Porcu fotografo e appassionato di storia di Nuoro, noto personaggio nuorese deceduto appena due anni fa. Tra i suoi eredi figura anche Peppanzelu Deiana, volto storico del Coro di Nuoro che, appena ventenne, indirizzò la politica culturale del sodalizio verso la valorizzazione dei poeti in lingua nuorese.
Tziu Nicola Porcu Daga lo conosce bene Giovanni Piga, oggi decano tra i poeti di Nuoro e della Sardegna: «Un personaggio che mi è sempre piaciuto poeticamente anche se le opere arrivate fino a noi sono poche trattandosi perlopiù di un poeta improvvisatore – racconta Giovanni Piga –. In passato ho intervistato tanti anziani su questa figura, i nuoresi di una volta lo conoscevano bene. Mi raccontavano di un uomo umile, semplice ma anche festoso e amante della compagnia altrui. Gli dedicammo anche una edizione del Premio Barbagia, un riconoscimento ambito dai poeti e che oggi servirebbe a far conoscere ai giovani figure come questa. Anche attraverso i premi di poesia passa la conoscenza della nostra storia letteraria». Semianalfabeta, tziu Daga sapeva a mala pena leggere e scrivere ma era intimo amico dell’avvocato giornalista Sebastiano Satta: «Una vita speciale la sua – commenta il poeta e scrittore Giampaolo Serra – da inquadrare in un periodo storico difficile ma che permetteva a un uomo semplice di essere amico del vate di Sardegna. Nella società odierna credo che queste distanze si siano ampliate. Purtroppo Nuoro è una città ancora troppo disattenta verso le eccellenze della sua poesia, così come accaduto per Porcu Daga, non basta solo intitolare una via. Lui resta una figura da far studiare anche ai giovani. Diamo più attenzione alla cultura poetica per salvare dal dimenticatoio anche tutti quei personaggi più vicini a noi».
Le poesie di Nicola Porcu Daga sono l’emblema della denuncia dell’abbandono, nel suo tempo, dell’antico rigore di uomini e donne dei quali racconta la rilassatezza nei costumi e nei modi: «Affronta temi che sono ancora attuali – ha detto Andrea Porcheri, giovane poeta nuorese appena 19enne – e che appartengono a una Nuoro che sta cambiando, diciamo che sarebbe attuale anche oggi. Per noi giovani poeti è importante conoscerlo perché pur essendo contadino aveva una vena poetica non comune oltre a una conoscenza alla perfezione delle leggi della poesia. Oggi purtroppo, lo spirito della poesia improvvisata si sta perdendo a vantaggio dei cosiddetti poeti scrivani ma il modo di esprimere i propri sentimenti ha occhi e colori diversi».
Nicola Porcu Daga muore a Nuoro nel 1898. La sua città natale gli ha dedicato una via nel quartiere di Preda ’e Istrada e gli ha riconosciuto il merito di aver dato per primo dignità letteraria alla lingua sarda nuorese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tziu Nicola Porcu Daga lo conosce bene Giovanni Piga, oggi decano tra i poeti di Nuoro e della Sardegna: «Un personaggio che mi è sempre piaciuto poeticamente anche se le opere arrivate fino a noi sono poche trattandosi perlopiù di un poeta improvvisatore – racconta Giovanni Piga –. In passato ho intervistato tanti anziani su questa figura, i nuoresi di una volta lo conoscevano bene. Mi raccontavano di un uomo umile, semplice ma anche festoso e amante della compagnia altrui. Gli dedicammo anche una edizione del Premio Barbagia, un riconoscimento ambito dai poeti e che oggi servirebbe a far conoscere ai giovani figure come questa. Anche attraverso i premi di poesia passa la conoscenza della nostra storia letteraria». Semianalfabeta, tziu Daga sapeva a mala pena leggere e scrivere ma era intimo amico dell’avvocato giornalista Sebastiano Satta: «Una vita speciale la sua – commenta il poeta e scrittore Giampaolo Serra – da inquadrare in un periodo storico difficile ma che permetteva a un uomo semplice di essere amico del vate di Sardegna. Nella società odierna credo che queste distanze si siano ampliate. Purtroppo Nuoro è una città ancora troppo disattenta verso le eccellenze della sua poesia, così come accaduto per Porcu Daga, non basta solo intitolare una via. Lui resta una figura da far studiare anche ai giovani. Diamo più attenzione alla cultura poetica per salvare dal dimenticatoio anche tutti quei personaggi più vicini a noi».
Le poesie di Nicola Porcu Daga sono l’emblema della denuncia dell’abbandono, nel suo tempo, dell’antico rigore di uomini e donne dei quali racconta la rilassatezza nei costumi e nei modi: «Affronta temi che sono ancora attuali – ha detto Andrea Porcheri, giovane poeta nuorese appena 19enne – e che appartengono a una Nuoro che sta cambiando, diciamo che sarebbe attuale anche oggi. Per noi giovani poeti è importante conoscerlo perché pur essendo contadino aveva una vena poetica non comune oltre a una conoscenza alla perfezione delle leggi della poesia. Oggi purtroppo, lo spirito della poesia improvvisata si sta perdendo a vantaggio dei cosiddetti poeti scrivani ma il modo di esprimere i propri sentimenti ha occhi e colori diversi».
Nicola Porcu Daga muore a Nuoro nel 1898. La sua città natale gli ha dedicato una via nel quartiere di Preda ’e Istrada e gli ha riconosciuto il merito di aver dato per primo dignità letteraria alla lingua sarda nuorese.
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