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La Barbagia in marcia per la pace

La Barbagia in marcia per la pace

Orani, Sarule e Oniferi pronte ad accogliere famiglie di sfollati in fuga

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ORANI. No alle armi e avanti con le trattative di pace. L’invito arriva da Orani, dove martedì sera si è svolta una manifestazione popolare per richiamare l’attenzione sulla guerra in atto in Ucraina. Un grido univoco alla pace e insieme la disponibilità ad accogliere famiglie ucraine, sfollate dopo l’incursione dei carri armati russi.

L’iniziativa è stata organizzata dal Comune oranese, con la collaborazione delle amministrazioni di Sarule e Oniferi. Hanno raccolto l’invito la scuola, la parrocchia, le associazioni sportive e culturali del paese, così come i sodalizi impegnati nel volontariato, a iniziare dalla Croce verde, che gestisce il servizio di primo soccorso. Dal sagrato di Sa Itria alla piazza davanti al municipio, il serpentone si è snodato illuminato dalle fiaccole, animato dalle canzoni incentrate sui temi della pace, forte dei messaggi di unità dei popoli, scritti sui cartelloni degli scolari.

Il sindaco di Orani, Marco Ziranu, e l’assessora della Cultura, Valentina Chironi, in piazza ‘e Cumbentu hanno sintetizzato le ragioni alla base della manifestazione: «Siamo per la pace in assoluto – è stato il concetto – contro l’invio di armi da parte dei paesi occidentali, che non farebbe altro se non alimentare le violenze e rendere più pesante il bilancio della guerra». Piuttosto, è stato ancora il messaggio inviato da Orani, «vanno intensificati i negoziati, affinché si metta fine da subito ai combattimenti».

Considerazioni che, nei giorni precedenti la manifestazione, sono state argomento di confronto anche nelle scuole locali, e poi affidate alle frasi vergate sugli striscioni, che gli stessi ragazzi hanno letto davanti al popolo riunito in piazza. A dare il senso della condivisione delle idee e speranze anche gli interventi del sindaco di Sarule, Paolo Ledda, dell’esponente del Pd provinciale, l’oranese Marilisa Marongiu, e di Bastiana Madau, responsabile a Orani del festival culturale estivo. Per l’istituto comprensivo, la testimonianza della docente Maria Cavada. La concomitanza con l’8 marzo è stata anche l’occasione per unirsi con le celebrazioni della giornata internazionale dei diritti del donne. Deve rafforzarsi l’impegno – è stato detto a Orani – affinché vada avanti il percorso di promozione della parità di genere e tutela delle donne, contro le violenze che sono ancora uno dei fenomeni deteriori dell’attualità. Ritornando alla questione ucraina, a Orani l’amministrazione civica si propone per facilitare l’eventuale arrivo di profughi e il soggiorno nelle famiglie disponibili ad accoglierli. «Ora parliamo di cittadini dell’attuale teatro di guerra – ha rimarcato l’assessora Chironi – ma possono essere anche profughi di altre nazionalità». (f.p.)

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