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Nuoro

«Gianni Manca, un poeta nel cuore»

«Gianni Manca, un poeta nel cuore»

“Elegia crepuscolare” è la sua nuova raccolta appena uscita con Kimerik

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NUORO. «Gianni Manca è un poeta che ha la poesia nell’anima, nel cuore, nel sentimento». Basta questa veloce pennellata di Mariuccia Gattu Soddu per entrare nel mondo del poeta barbaricino. Nuorese fino al midollo, sempre pronto a viaggiare per mari e monti, in lungo e in largo, con i suoi versi sia in italiano sia in nugoresu berteru (spesso tradotti anche in spagnolo), stavolta Gianni Manca regala ai suoi lettori una nuova raccolta poetica, “Elegia crepuscolare”, uscita lo scorso novembre per i tipi della casa editrice Kimerik (con lo stesso marchio Manca ha già pubblicato ben sette opere). E come vuole il titolo, questa nuova produzione è una sorta di confessione autobiografica, uno sfogo sentimentale, sotto una luce tenue, sommessa, che si vede e non si vede. «I versi di Gianni Manca trasportano l’anima in una vasta sinfonia – sottolinea non a caso Gattu Soddu nella prefazione al libro –, creano attorno al lettore un’aureola di fascino, d’incanto e di magia; spargono nell’aria una musica soave, fanno risentire le dolcezze della vita con immagini leggiadre di teneri ricordi di vissuti». Vissuti e sognati. Poesia nella poesia. «Solleverò le mie mani sulla forza di un’onda ricorrente, / con il viso rarefatto dalla luce della tua malizia, / sarò stupito come fosse un’ombra sorpresa dalla notte, / ritrovandomi felice accanto al tuo calore» canta il poeta. Legato alla sua terra da un amore incondizionato, Gianni Manca ama appuntare in un quaderno, sin da quando era un bambino, le sue emozioni, quello che percepisce nei momenti più intimi. Collabora con La Nuova Tribuna Letteraria e si dedica alla traduzione in nugoresu di alcuni testi di Grazia Deledda. «Se fossi docile come una falena / danzerei per una notte intera incurante dei sogni» scrive Manca. «Volevo essere solamente un attimo di calma, / dentro le mie pagine pasticciate, / volevo con il fiato in gola raggiungere la mia penna / per poterti raccontare» va avanti in “Come una nemesi”. Un’altra chicca di questa raccolta, “Elegia crepuscolare”, tutta da meditare (l’illustrazione della copertina, “Volto di donna”, è di Silvestra Pittalis).

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