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Nuoro

Studenti attori per raccontare il bullismo

Studenti attori per raccontare il bullismo

L’associazione “Si vive una volta sola” riprende le attività nelle scuole dopo due anni di silenzio

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NUORO. Si sa che la pandemia del Covid-19 ha inciso profondamente sulla vita e sulle abitudini di tutti. La mancanza di eventi per chiusura delle attività è stata traumatica anche per l’associazione “Si vive una volta sola” di Nuoro. Ma ecco finalmente il ritorno in scena dopo due anni di assenza in campo sociale. L’associazione con tutti i soci e la presidente Sara Gungui ha elaborato un evento ambizioso per le scuole superiori di primo e secondo grado. La tematica è il fenomeno del bullismo e il ricordo di come le scuole adottavano un tipo di comportamento educativo e regole sociali e di come sono oggi i comportamenti educativi dei giovani studenti, anche con le loro fragilità adolescenziali. «Il progetto appare pioneristico in ambito regionale – spiega Gungui – e non vuole certo essere quel solito pacchetto preconfezionato di interventi, ma viene adattato a ogni singola classe ad ogni singolo studente e docente. L’innovazione del progetto riguarda la proiezione di alcuni cortometraggi nei quali vengono messi a confronto i comportamenti educativi degli studenti di vent’anni fa ed i comportamenti degli studenti di oggi, ovviamente con i dovuti distinguo». Ad esempio l’accesso in aula del prof e gli studenti tutti in piedi a dare il buongiorno. La ricreazione fuori dall’aula, al muretto o a giocare a bottigheddu o biglie e il puntuale rientro in aula. Questo ieri. Oggi, invece, l’accesso in aula del prof in aula vede tutti gli studenti continuare nelle loro chiacchierate, seduti sui banchi, chi sulle finestre, zero buongiorno, ecc. Durante la ricreazione non vi è più il muretto per il gioco a biglie ma la ricerca dello sballo da spinello, lo spaccio dinnanzi alle scuole, e le prepotenze di quei bulli di fronte alle fragilità di quei ragazzi studenti che rispettano le regole, hanno voglia di studiare e comportarsi educatamente.

«Ecco, l’evento che si terrà, mira a far conoscere agli insegnanti e agli studenti il disagio minorile, il fenomeno del bullismo, del cyber bullismo, il fenomeno delle baby gang, l’uso di droghe a scuola» va avanti Sara Gungui. «La videoripresa di cortometraggi della simulazione di episodi di come eravamo studenti e di come lo siamo oggi, avrà la partecipazione e la direzione di un regista e scenografo, che interesserà ragazzi minori, i quali diventeranno loro stessi “studenti-attori”. La fase conclusiva dell’evento mira a indurre i ragazzi studenti a redigere una breve relazione agli insegnanti sull’esperienza fatta. I ragazzi studenti potranno scrivere le proprie riflessioni sui temi attinenti al disagio minorile, al fenomeno del bullismo, cyber bullismo, baby gang, e magari integrare le proprie tesine per la discussione dell’esame di maturità».



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