Il giudice ascolta in carcere il pastore che ha ucciso il fratello
Bitti È stata fissata per oggi alle 9, davanti al giudice per le indagini preliminari, Mauro Pusceddu, l’udienza di convalida del fermo disposto dal sostituto procuratore della Repubblica, Riccardo Belfiori, nei confronti di Giuseppe Pittalis, l’allevatore bittese 55enne, reo confesso dell’omicidio del fratello Giorgio, 62 anni, ucciso a martellate nell’ovile in località Sa’e Lussu, nelle campagne a pochi chilometri dal paese. Durante l’udienza che si terrà in carcere, verranno analizzati gli elementi a carico dell’indagato.
Il giudice procederà all’interrogatorio ed emetterà il provvedimento di convalida e l’applicazione della misura cautelare. Giuseppe Pittalis, difeso dall’avvocato Tito Flagella (sostituito in questa prima fase dall’avvocato Angelo Manconi), venerdì dopo il delitto si era consegnato ai carabinieri della stazione del paese, assumendosi le sue responsabilità.
Durante l’interrogatorio aveva raccontato di aver ucciso il fratello dopo l’ennesima lite. Quella mattina i due avrebbero discusso per via del fatto che da diversi giorni, a causa di un guasto, il suo fuoristrada era dal meccanico, e per questo erano costretti a rivolgersi ad amici e vicini di pascolo per farsi accompagnare in campagna. Erano intenti a mungere le pecore quando Giuseppe, stando alla sua ricostruzione dei fatti, avrebbe colpito Giorgio dopo aver ricevuto da lui uno spintone. A quel punto, dopo aver afferrato un vecchio martello (poi ritrovato dagli inquirenti nel luogo del delitto ndr) lo avrebbe colpito più volte al capo, fino a farlo cadere.
In seguito al delitto, l’indagato aveva fatto rientro a casa, si era cambiato e dopo essere stato in banca per versare alcuni assegni, si era presentato in caserma. Alla fine dell’interrogatorio, venerdì sera per lui si erano aperte le porte di Badu’e carros.
Intanto si attende che venga eseguita l'autopsia sul cadavere della vittima. L’esame, già disposto dal magistrato, verrà effettuato nella sala autoptica dell’ospedale San Francesco dal medico legale Matteo Nioi. Gli esiti della perizia forniranno cause, tempi e modalità della morte dell’allevatore 62enne, e daranno informazioni in più agli inquirenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica del delitto. Sul fronte delle indagini, sembra ormai tutto chiaro: l’omicidio sarebbe maturato in un contesto di dissidi familiari, screzi che, con il passare del tempo, sono diventati insanabili. La salma di Giorgio dopo l’autopsia potrà essere restituita ai familiari, ad Antonello, il più grande dei tre fratelli Pittalis che ora dovrà farsi carico dell’enormità di questa tragedia. Attorno a lui la comunità di Bitti che da subito ha manifestato sgomento davanti alla dolorosa vicenda. «Il paese piange Giorgio ma non intende abbandonare Giuseppe» aveva detto venerdì il sindaco Giuseppe Ciccolini, proprio dopo aver accompagnato l’omicida a costituirsi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
