A Nuoro 300 euro per sposarsi in Comune, 500 nei festivi
Il consiglio approva il regolamento per i matrimoni e le unioni civili
Nuoro Pagare dazio e rispettare gli orari. Oltre che niente danni a luoghi o oggetti, dove si pronuncia il fatidico “sì”. Queste tra le prime regole per mettere su famiglia, in città, per i nuoresi o gli eventuali forestieri. Le ha fissate il consiglio comunale, qualche giorno fa, con l’approvazione del regolamento per i matrimoni e le unioni civili. Disciplina che entrerà in vigore una volta trascorsi i 15 giorni dalla pubblicazione. L’ha illustrata il sindaco Andrea Soddu e ha avuto il benestare dell’assemblea. Tra gli elementi che salgono all’attenzione, le tariffe a carico delle coppie. Variano tra residenti (è sufficiente che lo sia uno degli sposi) e non residenti: 300 euro, per i primi, 350 per i forestieri. Si tratta delle tariffe base, per le celebrazioni che si svolgono nei giorni feriali, dal venerdì al sabato, tra le 10 e le 12. Crescono di 50 euro quando si opta per il sabato mattina, oppure per il pomeriggio nei giorni che, però, non sono lavorativi, per gli impiegati del municipio. «La maggiorazione è dovuta al fatto che l’addetto dello stato civile deve fare lo straordinario, e gli va per legge retribuito», ha ricordato Soddu. Ma non finisce qui. Se si vuole che le emozioni di coppia vadano a fondersi con le note festive di una domenica, o il fervore di un sabato pomeriggio, che Leopardi spiegava essere l’apice della gioia quotidiana, è necessario preparare una sommetta più cospicua.
Tradotto in euro: 500 euro, per i residenti, 700 per chi arriva da fuori porta. Non sono previsti rimborsi, per qualunque motivo. Chi non si presenta o arriva fuori orario, viene dato per rinunciante, e manda all’aria appuntamento e soldi versati. Già destinati al fondo d’incentivazione della produttività della burocrazia dell’ente. In municipio, il luogo deputato per stringere destini umani è la sala di rappresentanza. Il regolamento consente che siano gli sposi a pensare all’addobbo, come più aggrada.
Tutto poi dovrà tornare in ordine, sempre per cura e responsabilità degli interessati. Soggetti a una coda monetaria, se qualche danno fosse procurato agli spazi e agli arredi. Il municipio è comunque solo una delle sedi che si possono richiedere per le nozze o unioni civili. Come peraltro è già stato, si può concordare per la cerimonia all’Ortobene, o al belvedere di viale Ciusa. O, ancora, a Sant’Onofrio, nella piazza del museo. La cosa fondamentale è che il tutto sia stabilito per tempo: giorno, ora, luogo, concordato con l’ufficio dello stato civile. Una volta saldato l’onere, ci si può incamminare, leggeri, per il “sì” che ti cambia la vita.
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