Omicidio Dina Dore

«Il tribunale dichiari Rocca indegno»

di Simonetta Selloni

	Francesco Rocca
Francesco Rocca

Lo chiedono le avvocate che tutelano la figlia del dentista che uccise la moglie ed è stato condannato all’ergastolo

11 maggio 2023
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Nuoro Sarà il tribunale di Nuoro (giudice Cosimo Gabbani) a stabilire l’indegnità di Francesco Rocca, il dentista di Gavoi condannato all’ergastolo per il femminicidio della moglie Dina Dore. Il 13 luglio Rocca dovrà comparire nella causa promossa dalle avvocate Annamaria Busia e Francesca Calabro, che rappresentano la sorella di Dina Dore, Graziella, e la figlia ora adolescente di Dina Dore. Le due avvocate stanno cercando di ottenere il pagamento degli arretrati del mantenimento della ragazza, mai corrisposti dal dentista e giù quantificati da altro giudice in 78mila e 400 euro. Hanno quindi scoperto che l’uomo, nella successione dei beni cointestati con la moglie, si è dichiarato suo erede e ne risulta quindi proprietario per tre quarti. Questo riguarda la casa di via Sant’Antioco 62, dove il 26 marzo 2008 venne uccisa Dina Dore, ma anche un’altra casa, in via Togliatti 5. Metà di questi immobili era già sua, della restante metà ne ha, per successione, acquisito un quarto. Peccato che la figlia sia stata quindi estromessa dalla sua quota che le appartiene legittimamente, essendo lei orfana a causa di un omicidio per il quale il padre condannato (con sentenza definitiva). La legge che tutela gli orfani per crimini domestici però è entrata in vigore successivamente alla commissione del reato: allora non era previsto l’automatismo che avrebbe congelato i beni sottraendoli a qualunque atto da parte dell’omicida. Peraltro, la casa di via Sant’Antioco è stata venduta a una persona che la occupa e che sembra evidentemente incurante del fatto che, in ogni caso, un quarto di quell’immobile appartiene a una minore. Al giudice si chiede di dichiarare Francesco Rocca indegno, e quindi la figlia erede universale del cespite ereditario che faceva capo a Dina, e adottare i provvedimenti che consentiranno al Conservatore le opportune modifiche delle quote di proprietà da annotare nei registri immobiliari. Tra i beni c’è anche il conto corrente della donna: c’erano poco più di 1200 euro. Rocca, li ha inseriti con con una integrazione alla denuncia di successione (che non si trova nè in versione cartacea nè digitale alla Conservatoria dei Registri immobiliari). La decisione del giudice consentirà alla minorenne di godere dei frutti dei beni che le sono stati sottratti.

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