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Nuoro

Guardia di finanza

Nuoro, Guardia di finanza al lavoro sul Pnrr

di Simonetta Selloni

	Il generale Bruno Buratti
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Il generale Bruno Buratti

Visita del generale Bruno Buratti, comandante interregionale dell’Italia centrale delle fiamme gialle

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Nuoro Del miliardo e mezzo dei fondi del Pnrr destinati alla Sardegna, 415 andranno in provincia di Nuoro. Una dotazione ingente di fondi che riguarda 695 progetti, di cui 480 per innovazione, cultura, digitalizzazione, turismo. Oltre 300 milioni saranno gestiti da enti pubblici (Regione, Comuni e Provincia), ma dei progetti, appena l’1 per cento è chiuso, il 75 per cento è in corso di perfezionamento, e il 25 per cento non è neanche partito. Questi dati sono emersi oggi, durante la visita al Comando provinciale della Guardia di finanza di Nuoro del generale Bruno Buratti, comandante interregionale dell’Italia centrale (Lazio, Umbria, Abruzzo e Sardegna). A Nuoro è stato accolto dal comandante provinciale, tenente colonnello Alessandro Ferri. Il tema del Pnrr è evidentemente quello più cogente, nell’ambito dell’attività delle Fiamme gialle comunque impegnate nella tutela della legalità economica e finanziaria e del contrasto alle frodi. «La modifica delle modalità di controllo ha comportato un cambio di operatività da parte nostra – ha spiegato il generale Buratti –. Ci viene chiesto di anticipare i controlli, diversamente da prima, con un’azione preventiva. Quindi, non più – oltre che di iniziativa – su input della Corte dei Conti o dell’autorità giudiziaria». E se per le opere i cui soggetti attuatori sono privati, il controllo è in fase più avanzata, le verifiche si fanno più complesse quando i soggetti attuatori sono enti pubblici. «La tempistica sui progetti da presentare è in ritardo, è comprensibile la fretta ad accelerare. E non tutti gli enti sono attrezzati». C’è poi il rischio, soprattutto nel settore privato, delle società costituite ad hoc per entrare nel ricco mercato del Pnrr: «Queste società hanno dietro dei professionisti, che conoscono le tempistiche di controllo e che spesso, nel momento degli accertamenti, si sono dissolte». Riguardo alle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, il generale ha evidenziato come ad oggi non ci siano evidenze che lo testimonino, «ma teniamo alta l’attenzione».

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