La Nuova Sardegna

Nuoro

Mamuthones e Issohadores in primo piano

Il carnevale di Mamoiada batte quello di Viareggio: lo dice il ministero della Cultura

di Alessandro Mele

	Issohadores (in primo piano) e Mamuthones a Mamoiada
Issohadores (in primo piano) e Mamuthones a Mamoiada

Premiato l’evento più arcaico e misterioso dell’isola

07 novembre 2023
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Mamoiada Al secondo posto della classifica nazionale e prima del carnevale di Viareggio, Mamuthones e Issohadores nell'Olimpo dei carnevali storici d'Italia. Il ministero della Cultura premia la maschera arcaica della Sardegna più conosciuta e applaudita in tutte le parti del mondo. Da Venezia a Rio de Janeiro, passando per tutti i continenti, la danza inebriante di quelli che molti studiosi considerano i discendenti del dio Dioniso, ha catturato l'ammirazione e gli applausi di migliaia di spettatori ed appassionati.

Rito ancestrale. Gente innamorata di una maschera che, con le sue fattezze sia maschili che femminili, danza da generazioni per proteggersi dagli spiriti malvagi, o per propiziare le colture. Le teorie di esperti ed antropologi sono tante, la certezza è una sola: la lente di ingrandimento del mondo culturale su Mamoiada adesso ha un diametro ancora più grande.

Le reazioni. «Quando un'istituzione nazionale da merito al lavoro fatto da generazioni – commenta il sindaco di Mamoiada Luciano Barone –, non può che considerarsi una ciliegina su una torta storica che quantifica quanto fatto nel tramandare un rituale che impegna tutta la comunità. Anche la nostra economia giova della loro presenza». Mamuthones e Issohadores ormai sono il simbolo della Sardegna: «Lo si vede nelle campagne pubblicitarie e culturali prodotte in tutte le parti del mondo – prosegue il primo cittadino –.. Il rito è conosciuto fino agli estremi confini degli Stati Uniti e ora il ministero della Cultura ha messo il sigillo sulla qualità del nostro carnevale, cosa che ancora non avviene da parte di Regione Sardegna che su questo tema potrebbe fare di più».

I cultori. Grande merito lo si deve al lavoro delle due associazioni di Mamoiada, la Pro loco e la "Atzeni Beccoi": «Siamo orgogliosi – commenta Andrea Canneddu, presidente della associazione turistica Pro loco –. Il merito non è solo il nostro ma della gente di Mamoiada e dell'impegno di tutti. Sono tantissimi i giovani che si avvicinano al rito, nella nostra scuola sono oltre 35 i bambini che praticano e frequentano le prove vivendo la bellezza della nostra storia».

Le pro loco. Arrivano anche gli applausi dell'Unione delle Pro loco d'Italia: «Per noi è un complimento in più – dice il presidente regionale Raffaele Sestu –. Ricordo lo stupore della regia del grande carnevale Veneziano che dopo aver visto Mamuthones e Issohadores, ha voluto la Sardegna come ospite fisso alla rassegna in laguna. Una presenza storica che ci conferma di avere un patrimonio culturale e immateriale di valore immenso».

Fondi in arrivo. Il riconoscimento del ministero, rimborserà al Comune di Mamoiada, il 70 percento delle spese sostenute nel 2023 per il carnevale. Importante è stato anche il ruolo del Museo delle maschere: «Un grande lavoro – conclude il sindaco Luciano Barone – che ci consente di programmare la stagione 2024. Nel 2023 il museo ha fino ad ora incassato oltre 80mila euro in ingressi e anche grazie a questo risultato che la prossima stagione sarà ancora più bella, il nostro museo è il sintomo di una grande attrattiva su ampia scala che ci proietta oltre i nostri confini».

Il Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada si articola in due aree tematiche in cui si mettono a confronto le arti rituali della Barbagia con quelle di una più ampia area del Mediterraneo.
 

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