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La denuncia di Copagri: «Così la burocrazia uccide il mondo delle campagne»

di Nino Muggianu
La denuncia di Copagri: «Così la burocrazia uccide il mondo delle campagne»

Aziende ostaggio dei ritardi del premio unico: destabilizzate perché non possono programmare le proprie spese in periodi critici come questi

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Nuoro Con il nuovo anno che eredita diversi problemi che unitamente a una serie di incognite che preoccupano tutte le aziende agricole e zootecniche, il presidente regionale di Copagri Sardegna, Giuseppe Patteri, lancia l’ennesimo appello chiedendo maggiori attenzioni verso il mondo delle campagne. In ginocchio a causa della crisi ma anche della burocrazia. L’entrata in vigore della nuova Pac (Politica agricola comune) già dal 2023 non è stata indolore. «Questa programmazione – sottolinea Patteri – porterà a una diminuzione media netta pari al 12,3% di quanto erogato nel precedente quinquennio».

L’imprenditore di Dorgali a capo della Copagri sarda (sede regionale a Sestu) parla negli uffici nuoresi della Confederazione, in viale Pertini. «Da tempi non sospetti (gennaio 2022) abbiamo sollecitato il governo regionale, in particolare modo l’assessorato all’agricoltura, a trovare una soluzione, cosa che in parte è stata fatta con l’ingresso dell’assessora Valeria Satta, mettendo a bilancio per il settore agricolo ulteriori 23 milioni annui, di pronto utilizzo per “rinforzare” alcune misure del Csr (Complemento regionale per lo sviluppo rurale, ndr). In Sardegna – riferisce Giuseppe Patteri – le aziende agricole nel periodo di novembre-dicembre sono state messe a durissima prova dalla situazione venutasi a creare a seguito della mancata corresponsione di tutto o di parte dell’acconto del premio unico che dovrebbe essere erogato regolarmente entro il 30 novembre dell’anno di impegno. Tale stortura è il risultato di una burocrazia che in maniera silente continua a imperversare nella gestione delle aziende agricole e zootecniche risultando essere il vero problema che grava sull’agricoltura, destabilizzando le aziende che si trovano a non poter programmare in maniera concreta le proprie spese in periodi critici. Attualmente ci troviamo davanti a un lungo periodo di siccità, che interessa maggiormente la parte orientale e il sud dell’isola (dalla Gallura sino al Sarrabus), cosa che già aggrava la situazione delle aziende ormai senza scorte foraggere. Non di poco conto il problema atavico della blue tongue che oltre a essere molto preoccupante per gli allevamenti ovini, risulta devastante nelle imprese che allevano bovini da carne, obbligando le stesse a mantenerli in azienda a seguito dei blocchi di movimentazione imposti, cosa che in questi giorni sembrerebbe si stia avviando a soluzione».

Da qui le richieste per la prossima legislatura: «Sono tante e avremo modo di presentarle in maniera analitica direttamente a tutti i futuri candidati alle imminenti elezioni regionali. A chi governerà la Regione si richiede professionalità e conoscenza delle nostre aziende a partire dalla parte politica rappresentata dal futuro assessore all’Agricoltura, più autorevolezza a livello ministeriale e comunitario e più condivisone tra le associazioni di categoria, le agenzie regionali e lo stesso assessorato all’agricoltura; occorre avere un gruppo dirigente che guardi in maniera diversa all’agricoltura considerato che si tratta di uno dei più importanti settori economici della nostra Regione. Se il futuro governo regionale vorrà ascoltare con più attenzione il forte dissenso che arriva dal basso veicolato dalle associazioni di categoria, Copagri sarà presente, collaborativa e propositiva».

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