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Bambini, genitori e insegnanti in piazza a Nuoro contro l’accorpamento degli istituti comprensivi

di Alessandro Mele
Bambini, genitori e insegnanti in piazza a Nuoro contro l’accorpamento degli istituti comprensivi

Il “Deledda” e il “Maccioni” dicono no alla fusione in un unico «megalodonte». Venerdì mattina il corteo nelle strade della città farà tappa in municipio e poi in prefettura

15 gennaio 2024
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Nuoro Bambini, genitori e insegnanti in piazza contro le politiche del dimensionamento scolastico. Non si arresta il malcontento del Nuorese verso la decisione di accorpare licei e istituti comprensivi a partite dall’inizio del prossimo anno scolastico. A scendere per le strade della città a urlare il proprio dissenso, questa volta saranno i piccoli alunni dell’Istituto comprensivo “Grazia Deledda” che, dal prossimo 1 settembre, sarà accorpato all’Istituto comprensivo “Mariangela Maccioni”. Un megalodonte di oltre 1.110 alunni e un numero altissimo di plessi scolastici disseminati in varie parti della città.

«Ormai forse è tardi – dicono le insegnanti e referenti Angela Guiso, Tiziana Sechi e Luisa Laria –, ma non vogliamo smettere di affermare a gran voce tutta la nostra disapprovazione e il totale disappunto verso questa decisione. Non va bene che non si tenga conto che avere scuole autonome è importante. Scendiamo in piazza per chiedere garanzie sul nostro futuro».

E così, venerdì mattina, dalle 8.30, saranno i bambini, cartelloni e fischietti in mano, a sfilare per le vie della città partendo da piazza Sardegna. Poi via Lamarmora, via 4 Novembre, via Demurtas e piazza Dante prima di sostare davanti al palazzo civico per poi recarsi in prefettura in via Deffenu. «Abbiamo richiesto un incontro al prefetto Giancarlo Dionisi e al sindaco Andrea Soddu – confermano le insegnanti –. Anche se i giochi sono già fatti, noi rifiutiamo questo accorpamento. Che noi non siamo contenti devono saperlo tutti anche a livello regionale». E ancora: «Sarebbe stato più utile – concludono –, che ci avessero lasciato in autonomia ancora per qualche anno con l’obiettivo di continuare ad espandere e rilanciare le cosiddette scuole “di quartiere”. In questo modo si sta solamente affossando la qualità didattica con meri calcoli matematici che non tengono conto delle esigenze degli studenti del territorio».

Dopo la protesta degli studenti del liceo classico “Giorgio Asproni” che ha portato alla revisione della delibera di giunta regionale, di fatto salvando lo storico liceo dell’accorpamento con li liceo delle scienze umane e musicale “Sebastiano Satta”, adesso saranno i bambini a far sentire la propria voce accompagnati dai genitori. Continua a preoccupare le famiglie, infatti, una situazione che rischia di creare carenze serie nell’apparato amministrativo e gestionale dei due istituti comprensivi cittadini che si ritroveranno, dal prossimo 1 settembre, con un unico dirigente scolastico e un solo direttore amministrativo oltre alle riduzioni previste in organico al personale e nel settore della collaborazione scolastica.

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