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Il caso

Nuoro, Cda del Museo Man: via Giuseppe Carta, Tidu nomina Vanna Fois

di Simonetta Selloni

	La scala interna del Museo Man
La scala interna del Museo Man

E’ la co-fondatrice della casa editrice Ilisso e del museo privato Spazio Ilisso

20 marzo 2024
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Nuoro Cambio nel Consiglio di amministrazione del Man, il Museo d’arte della Provincia di Nuoro, istituzione e diretta emanazione dell’amministrazione provinciale con autonomia contabile. Con un decreto dell’amministratore straordinario della Provincia Costantino Tidu, il n. 11 del 15 marzo, entra nel Cda Vanna Fois. Nuorese, Vanna Fois è co-fondatrice, nel 1985, di una delle più importanti realtà di imprenditoria culturale espressa da Nuoro, la casa editrice Ilisso. La stessa casa editrice nel 2019 ha aperto in città lo Spazio Ilisso, un museo che, nella ex Villa Papandrea, uno splendido edificio Liberty sottoposta a un accurato restauro senza il sostegno di fondi pubblici, custodisce il Museo della Scultura del ‘900 sardo con una collezione permanente di un centinaio di opere tra le quali spiccano lavori di Francesco Ciusa, Costantino Nivola, Salvatore Fancello, Maria Lai, Eugenio Tavolara, Gavino Tilocca, Pinuccio Sciola. Il posto nel Cda del Man per Vanna Fois si è creato perchè lo stesso giorno, Tidu ha firmato un decreto di revoca di Giuseppe Carta, ingegnere, componente del Consiglio dal 2003. Ben 21 anni, ma non è un record: perchè il presidente del Man, Tonino Rocca, medico in pensione, ex assessore alla Cultura della Provincia nell’era in cui gli amministratori dell’ente venivano eletti, ricopre l’incarico da 25 anni, dall’inaugurazione del Museo. La revoca di Carta è indicata da Tidu a causa del “tempo trascorso dalla nomina” ma anche “considerata l’esigenza di un riequilibrio del Cda per la parità di genere”. Un elemento, questo della parità di genere, citato anche nel decreto di nomina di Vanna Fois e riferito da Tidu in relazione al nuovo regolamento del Man – la cui direttrice artistica è Chiara Gatti – approvato nel 2020 (delibera dello stesso amministratore straordinario Tidu). Anche se a ben vedere sono occorsi quattro anni per arrivare alla parità di genere, e nel Cda la componente femminile era finora rappresentata solo da Claudia Camarda (gli altri componenti, a parte Carta ora revocato, sono Domenico Cabula e Salvatore Piredda). Nello stesso decreto non si fa invece riferimento alle ipotesi previste dal regolamento per la revoca: all’articolo 13, «nei casi di grave irregolarità o di contrasto con gli indirizzi generali a cui l'Istituzione si deve attenere o di ingiustificato e reiterato mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati». Giuseppe Carta, in sintesi, viene revocato perché è lì da troppo tempo e per il riequilibrio di genere. Indiscusse e riconosciute le competenze di Vanna Fois, c’è da chiedersi se esistano motivi di incompatibilità, guidando lei un museo privato, a poche decine di metri dal Museo Man. «Non penso, dovrà comunque firmare la dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità», ha detto l’amministratore straordinario Costantino Tidu, «d’altronde in futuro anche Spazio Ilisso potrebbe trovare una collocazione di tipo diverso, anche in continuità operativa con l’attività che sta già svolgendo». Per ora, il Museo della Scultura del ’900 ha compiuto un percorso di autonomia, rispetto al settore pubblico. Ora però con il pubblico Museo Istituzione Man condivide una importante figura del management. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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