La Nuova Sardegna

Nuoro

Il processo

Nuoro, una cartomante e il marito sotto processo per truffa e tentata estorsione

di Kety Sanna
Nuoro, una cartomante e il marito sotto processo per truffa e tentata estorsione

Avrebbero cercato di estorcere denaro a una donna di Siniscola

09 aprile 2024
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Nuoro Si era qualificata come cartomante con gli pseudonimi “Anita Marra” e “Mary Baldy” e secondo l’accusa proponeva “rituali di purificazione” al fine di procurare benessere psichico dietro il pagamento di un compenso. Maria Grazia Baldi, sassarese, insieme al marito Stefano Biccai, sono finiti a processo davanti al giudice monocratico Claudia Falchi Delitala, per rispondere in concorso dei reati di truffa e tentata estorsione ai danni di una donna di Siniscola. Difesa dall’avvocato Pietro Diaz, la coppia è accusata di aver indotto in errore, con raggiri e artifici Marisa Sanna (che si è costituita parte civile con l’avvocato Mario Addis), procurandosi un ingiusto profitto, danneggiandola. Secondo il pubblico ministero Alberto Pinna, la presunta vittima, che confidava sulla veridicità del buon esito della proposta della cartomante, in un momento di particolare debolezza emotiva a seguito della separazione, su richiesta dell’imputata aveva versato sulla sua carta Postepay diverse somme di denaro, fino a un totale di 851 euro. Nonostante la somma versata, la persona offesa non avendo ottenuto alcun miglioramento del suo stato mentale, aveva deciso di chiudere definitivamente i rapporti con la Baldino, bloccando il suo numero di cellulare. È a quel punto che marito e moglie avrebbero tentato di estorcere alla donna ulteriori somme. Non potendo usare più la sua utenza, la cartomante si era servita del numero del marito e avrebbe minacciato telefonicamente Marisa Sanna mandandole un’immagine raffigurante candele nere e un teschio, seguita dal seguente messaggio: «Cara Marisa, per come ti sei comportata questa candela è solo l’inizio di una grande maledizione che ti assalirà non sei stata onesta e addirittura mi hai bloccato, domani riceverai la chiamata dell’avvocato per restituire tutti i soldi delle lavorazioni, se così non fosse si proseguirà con il pignoramento di ogni bene economico e di valore, ora io stasera inizio la maledizione che ti assale e inizierà col togliere il respiro..., hai poco tempo per chiedere perdono, altrimenti per te stanotte sono guai». Ieri l’imputata si è sottoposta ad esame. Rispondendo alle domande del suo difensore (sostituto dall’avvocato Carlotta Pilu) ha cercato di respingere le accuse. «Ero stata contattata su Messenger da Marisa Sanna che aveva bisogno di aiuto. Io le facevo tirare fuori le cose negative, il mio era un sostegno a livello psicologico. Era un’attività di conforto. All’inizio era una cosa tranquilla, poi la signora era diventata assillante. Per i rituali di purificazione che consistevano nel farla parlare dalle due telefonate settimanali eravamo passati anche a 70 contatti giornalieri. Avevamo pattuito un compenso». Il pm ha chiesto all’imputata in che cosa consistessero i riti di purificazione. «I miei non erano riti di purificazione – ha detto lei – non sono medico e neppure psicologa». “Ma prendeva i soldi da questa persona – ha sottolineato Pinna –. Si è fatta pagare per sentirla al telefono?”. «Dedicavo il mio tempo alla signora Marisa ed ero stata chiara con lei» ha replicato. “E sulla base di cosa questi soldi entravano nelle sue tasche? – ha incalzato il pm –. I suoi profili, Mary Baldy e Anita Marra sono conosciuti?”. «In quei profili c’è la pubblicità del servizio che facevo» ha risposto l’imputata. “Ossia, ascoltare gratuitamente le persone? Questi profili non mettono in essere una pubblicità – ha aggiunto il pm – ma ben altro”. Il processo è stato rinviato a giugno per la discussione.

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