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Abiti e danze della tradizione. Il mondo del folclore a confronto a Nuoro

di Alessandro Mele

	Una sfilata con il gruppo "Santu Predu"
Una sfilata con il gruppo "Santu Predu"

Iniziativa dell’associazione “Santu Predu” per festeggiare i suoi primi 50 anni. Sabato 20 aprile il convegno all’auditorium “Giovanni Lilliu” dell’Isre

19 aprile 2024
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NUORO Danze della Sardegna e abiti tradizionali diventano tema di un convegno all’Isituto superiore regionale etnografico (Isre). È un appuntamento organizzato dall’associazione folcloristica “Santu Predu”, nell’ambito dei festeggiamenti per i primi 50 anni di vita del sodalizio. L’appuntamento è fissato per domani 20 aprile 2024, dalle ore 9, nell’auditorium “Giovanni Lilliu” del museo del Costume in via Mereu.

«Un momento di confronto, destinato, in primis, agli addetti ai lavori, ma fruibile anche alla platea più ampia degli appassionati – ha commentato Antonio Musina, presidente dell’associazione –, che intende gettare un cono di luce su cosa significhi fare folklore oggi». Sempre più associazioni, a partire da quelle del Nuorese, mostrano una crescente consapevolezza degli aspetti etnologici che contraddistinguono la cultura folk autentica del proprio territorio. «Ne consegue che, nelle loro espressioni, si superi quel fenomeno di “folk revival” che dalla seconda metà del ’900 – prosegue il presidente del “Santu Predu” –, ha permesso la nascita di tante realtà contraddistinte da una visione più spettacolarizzante delle tradizioni».

L’obbiettivo dell’incontro: «Senza voler distinguere tra buoni e cattivi – conclude –, ma con spirito orientato al desiderio di fare un po’ di chiarezza, è quello di invitare il mondo associativo folklorico a riflettere sulla necessità di un’assunzione di responsabilità nella trasmissione delle più recenti interpretazioni del ballo e dell’abbigliamento, orientate a mettere al centro lo spettatore e l’acquisizione di consapevolezza nel recuperare e dimostrare l’autenticità di quanto proposto nei palchi e in piazza».

Al convegno, moderato dalla giornalista Carlotta Lucato, prenderanno parte, in qualità di relatori, che faranno luce sulle modalità attuali del fare folclore sotto le rispettive aree di competenza. A partire da Marcello Marras, antropologo e direttore del centro Servizi culturali Unla di Oristano, esperto pluridecennale di uso della musica, della danza e del carnevale in Sardegna; Franca Rosa Contu, già responsabile del settore Musei dell’Isre, esperta di abbigliamento tradizionale con particolare riferimento alla storia, alle tecniche sartoriali e al loro mutare nel corso dei secoli. Alessandra Broccolini, docente di Antropologia culturale e antropologia del territorio all’università Sapienza di Roma, presidente della Società italiana per la Museografia e i beni demoetnoantropologici e Gavino Farina, consigliere del coordinamento regionale dell’Unione folklorica italiana con delega alla tutela delle tradizioni, già presidente del gruppo folk “Tuffudesu” di Osilo, del quale è componente da oltre 30 anni.

A conclusione dell’evento, si terrà la proiezione, dopo la prima avvenuta nello scorso ottobre, nel corso delle celebrazioni per i 50 anni dell’associazione, di “Astringhie - in Santu Predu ant pesau unu ballu”, il docu film con cui l’artista audiovisiva Vittoria Soddu ripercorre il primo mezzo secolo del gruppo folk Santu Predu, tra preziose immagini d’archivio e testimonianze del presente associativo. «Un lavoro che costituisce anche un importante spaccato di vita sociale dello storico rione nuorese di Santu Predu – spiega ancora Antonio Musina –, da quando nel 1973, sotto la spinta di don Salvatore Floris, ex parroco della chiesa del Rosario e vicario del vescovo emerito di Nuoro Pietro Meloni, il gruppo venne a crearsi in modo del tutto spontaneo».

Alla proiezione sarà presente anche la regista, mentre l’evento è organizzato in collaborazione con l’Isre ed è finanziato dalla Fondazione di Sardegna con il patrocinio dell’Unione folklorica italiana e dell'Unione folclorica sarda.

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